Finanza
Ferrovia: «Il terzo lotto è solo un’utopia»
Accesa discussione in consiglio comunale a Pieve. E a Montecatini Rucco difende il “no a raso”
PIEVE A NIEVOLE. Niente referendum perché la grande opera del raddoppio ferroviario non è di stretta competenza comunale (lo dice la legge e il principio è stato recepito dallo Statuto municipale), e forse la petizione non avrà un seguito. «Ma fa comunque piacere che i cittadini si interessino alla questione», dice il sindaco di Pieve, Gilda Diolaiuti. Diverso il commento del Comitato per il territorio: «Siamo allibiti dal fatto che 1.160 firme non contino niente per l'amministrazione. Torniamo a domandarci: ma Pieve fa sempre parte della Valdinievole? Restano le nostre perplessità sul rischio idrogeologico del sottopasso di via Bonamici, poi il progetto del cavalcaferrovia ancora non esiste e questo tracciato in sopraelevata sarebbe una struttura mastodontica alta più o meno 14 metri dal piano strada». Dell'argomento è tornato a parlare il consiglio comunale di mercoledì sera: sala piena e momenti di tensione. Ha detto nel suo intervento l'assessore al bilancio, Lida Bettarini: «È importante un collegamento che sia efficiente non solo per i pendolari ma soprattutto per lo sviluppo della Valdinievole e della Piana di Lucca. Dopo molti decenni si investono molti soldi per incentivare una zona della Toscana e dell'Italia che ha un'importanza economica fondamentale». Ancora Bettarini: «Il terzo lotto (quello tra Montecatini e Pescia, ndr) tanto declamato in queste settimane è solo un'utopia, al quale serviranno forse altri 30 anni per realizzarlo. Vorrei fare un plauso quindi a chi negli anni ha rispettato il proprio territorio e ha lasciato una corsia libera di fianco alla ferrovia, affinché il progresso andasse avanti».
Capitolo Montecatini. Si registra la risposta del vicesindaco Ennio Rucco alle dichiarazioni del segretario regionale Fit-Cisl, Stefano Boni. «Il consiglio comunale non ha bloccato nessuna opera e non ha chiesto niente di irrealizzabile - scrive Rucco - non è accettabile la mistificazione di atti pubblici e il maldestro tentativo di chi vuole mettere in conflitto le comunità locali. La maggioranza si è presa la responsabilità di farsi carico di una mediazione sostenibile per il tratto cittadino, dicendo sì alla sopraelevata: ma è bene ricordare che tutto il consiglio ha votato all'unanimità per il no a raso. Non è colpa delle comunità locali se prima si stanziano fondi e poi avviene la progettazione e la divisione in lotti». «Queste opere - chiude - devono essere sostenibili economicamente e a livello di impatto ambientale per il tessuto urbano». (lu.si.)
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