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Montecatini

È morto Renzo Bertini, la notte perde una stella

di Simona Peselli
È morto Renzo Bertini, la notte perde una stella

Imprenditore e gestore di numerosi locali di successo, aveva legato il suo nome al rilancio dello storico Lidò - Le Panteraie. Il cordoglio di tutta Montecatini

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MONTECATINI. Si è arreso proprio quando marzo cominciava a vestire i giardini di nuovi colori. Non ce l'ha fatta a vincere quel male incurabile contro cui lottava da circa un anno Renzo Bertini, 65 anni, che ieri alle otto ha salutato per sempre l'adorata moglie Cinzia e la figlia Elisa. Accanto a lui gli amici di sempre e una città intera che al risveglio è stata schiaffeggiata da questa brutta notizia. Lui per Montecatini era il Bertini, il patron del Lidò, anzi delle Panteraie, perché per i montecatinesi quel locale era il posto che con la sua piscina non doveva far rimpiangere il mare.

Per l'imprenditore ricciolone, dalla folta criniera, che da ragazzino aveva cominciato come cameriere e poi come barman proprio dietro il bancone delle Panteraie degli anni d'oro della città, quel locale era rimasto un sogno. Per anni aveva gestito lo Sporting Club e poi trasformato la Torretta in disco pub, locale tanto amato dai giovani quanto osteggiato dai residenti che poco gradivano il rumore notturno. Poi nella sua storia di intuitivo imprenditore erano arrivate finalmente proprio le Panteraie. E finalmente per Bertini il sogno della sua vita si era realizzato. Come quando nel 2009 cambia il nome in Lidò, e l’anno successivo festeggerà il primo compleanno con la bellissima Nina Moric che fra torte e champagne suggella il rientro a pieno titolo del locale tra quelli più belli d’Italia.

Ma non c'è attore, cantante e showgirl che almeno una volta non abbia salito il colle per “sbocciare” alle Panteraie. E sono pochi, oltre ai turisti, i montecatinesi che d'estate almeno una volta non si sono tuffati nella piscina. E nonostante la malattia, proprio nelle ultime settimane il patron non ha resistito alla lontananza da quello che per lui non era solo un posto di lavoro. Le forze mancavano ma il suo staff di fedelissimi lo ha riportato nel suo ufficio. A parlare di nuove serate, di nuovi appuntamenti e di un futuro di spettacoli. Nell’aria ancora l'inverno, ma nel cuore di Renzo Bertini quei giardini di marzo che aspettavano solo di sbocciare. «Era la sua canzone preferita - racconta il maestro Renzo Ravinale - quando era barman a fine serata voleva sempre che la cantassi». E così il leone buono dalla folta criniera fino alla fine ha cercato di riportare a galla quel simbolo di una città che è stata grande. Solo e con un piccolo esercito di fedelissimi. E sono proprio loro che hanno deciso di non cancellare i prossimi appuntamenti: «La programmazione delle serate va avanti perché lui avrebbe voluto così», dicono.

La salma di Renzo Bertini è composta nella cappella del commiato a Pittini. I funerali si svolgeranno oggi alle 15 al Corpus Domini di Montecatini.

Ma intanto sono tantissimi i messagi di cordoglio. Innanzi tutto dalla Confcommercio: «Imprenditore lungimirante, coraggioso e tenace - scrive - ha interpretato il suo lavoro con stili e approcci tesi a ricercare sempre nuovi percorsi di valorizzazione per la sua città. Nel 2001 ha creduto nel nostro progetto a Montecatini, dove ha svolto il ruolo di presidente fino al 2015. È stato inoltre presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi e ha ricoperto anche la carica nel Consiglio Nazionale».

Il sindaco Giuseppe Bellandi, suo amico personale, porge le più sentite condoglianze alla famiglia: «Una persona vera, competente e apprezzata in tanti anni di attività come e patron dello storico locale Le Panteraie, simbolo delle serate del divertimento di Montecatini, ma anche di altri locali, senza dimenticare il ruolo di presidente della Confcommercio. Un amico di Montecatini che lascia un grande vuoto e che ci mancherà molto».

Infine citiamo solo un altro saluto dei suoi amici personali, quello dell’ex vicesindaco Alberto Lapenna: «Caro Renzo, eri una persona buona e hai combattuto la tua battaglia con dignità e forza. Eri prima di tutto un imprenditore coraggioso che è stato lasciato solo nei momenti di difficoltà. Hai dato a Montecatini più di quanto hai ricevuto. Sei stato un gigante fra tanti nani amico mio».

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