Gioco
In cinquanta pronti a dare la “scalata” alla Società Terme
Poggetti: «Prima di raccogliere i soldi dobbiamo creare un ente giuridico». Della cordata fa parte anche l’ex au Fiori
MONTECATINI. Sono già una cinquantina i potenziali investitori pronti a fare la loro parte in vista della formale costituzione di una cordata con l’obiettivo di rilevare il pacchetto azionario di maggioranza delle Terme.
A dirlo è il segretario del comitato Montecatiniperleterme, Stefano Poggetti, struttura che ormai da mesi sta cercando di coinvolgere l’imprenditoria locale in questa “titanica impresa”. In totale, come ci aveva detto nei giorni scorsi il vicepresidente del comitato, Pasquale Passeretti, dovremmo essere a circa 1 milione di euro di fondi raccolti. Ma si tratta sempre di denaro “virtuale”.
«Il nostro comitato, per statuto – spiega Poggetti – non può raccogliere soldi. Per fare questo dovremo prima creare un ente giuridico in grado di farlo. Ma per ora siamo nella fase precedente: quella della sensibilizzazione della città verso il suo bene più prezioso».
Ma intanto un punto fermo è stato messo: il nome “forte”, quello dell’ex amministratore unico della società, Giovanni “John” Fiori, fa parte del gruppo. «È uno dei nostri», aveva detto Passeretti.
«Fiori è del comitato fin dall’inizio e ci abbiamo parlato anche giovedì scorso», conferma Poggetti.
Ancora più lontana è la prospettiva legata alla futura gestione del bene. Da tempo si sa dell’interesse del gruppo Quadrio Curzio: titolare di diversi centri termali in Italia (Bormio, Dolomiti, Milano, Torino, Roma, San Pellegrino, Pré Saint Didier), a breve, estenderà i suoi interessi anche all’estero, con nuove aperture previste a Chamonix e addirittura a New York.
Il gruppo nel 2015 ha fatturato 55 milioni e dato lavoro a circa 700 persone tra addetti e collaboratori.
Ora sembra emergere anche il nome di Antonio Percassi, presidente dell’Atalanta (squadra rivelazione del campionato di serie A) e proprio con il gruppo QC Terme al centro del progetto di rilancio del complesso termale di San Pellegrino (oltre che in affari anche a Roma).
Ma per Poggetti «dare ora a qualcuno le chiavi della macchina significherebbe costruire qualcosa senza le fondamenta. Vogliamo prima essere sicuri di avere i soldi e di poterli investire in un serio progetto di rilancio».
Poggetti dice infine di non voler entrare nelle polemiche nate nei giorni scorsi tra albergatori e Regione. «A noi di revisione del decreto Madia o di ciò che vuol fare il pubblico interessa ben poco: vogliamo parlare solo di imprenditorialità».
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