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TORNATI PER BENE SULLA RAI
di ALESSANDRA DE PAOLA Ciao Alessandra! Come stai? Quanto tempo!”. “Ciao Fabrizio - (Frizzi, ndr) ma che bello rivederti! Allora? come ci trovi?”. “Lo sai che sono felicissimo di essere tornato:...
di ALESSANDRA DE PAOLA
Ciao Alessandra! Come stai? Quanto tempo!”.
“Ciao Fabrizio - (Frizzi, ndr) ma che bello rivederti! Allora? come ci trovi?”.
“Lo sai che sono felicissimo di essere tornato: avevo visto un servizio di Striscia la Notizia che mi aveva veramente rattristato, e invece sono stato benissimo questi due giorni”.
Eccolo qui il senso: ci vuole un attimo a distruggere e moltissimo a costruire. Niente è scontato per questa città. Siamo complicati, litigiosi, maledetti e bellissimi. Ci invidiamo, raramente ci stimiamo, sicuramente ci prendiamo in giro e siamo capaci di odi che superano le generazioni, così come di amicizie che superano gli oceani. E la nostra città ci somiglia: ci sono persone che hanno chiamato da lontano, emozionate al vedere le immagini del Tettuccio o di Montecatini Alto, che ci tenevano a farci sapere che fanno il tifo per noi. E ci sono persone che non hanno perso tempo a sputare veleno, dall'alto delle loro tastiere. Ma siamo andati in televisione, ci siamo messi il vestito della festa, petto in fuori, nastri nei capelli e l'orgoglio ben saldo: dovevamo incontrare il nostro pubblico preferito, quello italiano a cui dobbiamo venire in mente con piacere, a cui dobbiamo suscitare emozioni e provocare desideri.
E ci siamo andati per bene: per due volte Gigi Proietti ha inchiodato più di 5 milioni di persone allo schermo, chissà la terza volta, e la quarta. Vedrete nell’ultima puntata come riusciremo a farci vedere ancora meglio. Siamo ritornati ospitali, anche se è tanto più difficile per tutti, e lo abbiamo fatto grazie alla straordinaria intuizione della famiglia Cardelli, al bene che ci vuole Alessandro Fioroni, produttore che ci ha scelti, benvoluti anche da mamma Rai; grazie anche ad alcuni imprenditori che ci credono e che hanno buttato il cuore oltre l'ostacolo. Cosa che dovremmo imparare a fare anche in altri ambiti, tutti insieme e senza divisioni.
(Alessandra De Paola è assessore comunale al Turismo)
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