Toscana
Stop alla riforma Madia e consiglio con Chianciano
Federalberghi insiste: «La Regione deve dimostrare coni fatti che ritiene strategico il comparto termale. Per adesso si nota soltanto il disimpegno»
MONTECATINI. Gli albergatori sono pronti a fare la loro parte per la salvaguardia del settore termale e per questo chiedono alla Regione Toscana di intraprendere un’azione sinergica per correggere il decreto di riforma Madia. Questa la risposta di Federalberghi Montecatini e Chianciano (che propongono anche la convocazione di un consiglio comunale sull’argomento da svolgersi congiuntamente tra le due città termali) in seguito all’intervento dell’assessore regionale Federica Fratoni sulla decisione della Regione di dismettere le proprie partecipazioni dalle Terme delle due città (per una sintesi dell’intervento, già pubblicato nei giorni scorsi dal Tirreno, si veda l’articolo a fianco).
«Non abbiamo mai chiesto – specifica il presidente dell’Apam Dante Simoncini - che la gestione e perfino la proprietà resti pubblica. Anzi, auspichiamo da sempre un condiviso percorso che porti a una gestione privata che rispetti l’importanza strategica che le Terme hanno per tutta l’economia cittadina. È su questo che aspettiamo da tempo risposte. Tante ipotesi, ma gli unici atti sono quelli che vedono la Regione disimpegnarsi completamente e in tempi rapidi».
«Senza la certezza della condivisione di un percorso, rispetto alla attuale situazione delle Terme - dice ancora Simoncini - le imprese non possono investire. La decisione di non considerare le Terme di pubblico interesse, poi, svilirebbe ingiustamente il ruolo dell’azienda nei confronti di un territorio da cui invece potrebbe trarre importanti risorse, anche e soprattutto per una futura gestione».
«A oggi - aggiunge il presidente di Federalberghi Chianciano Terme, Daniele Barbetti - gli unici atti concreti emanati dalla Regione sono le delibere di giunta e del consiglio regionale, che seguono la linea della liquidazione e della cessione delle partecipazioni nelle società termali. Ci aspettiamo, quindi, fatti e non parole, che dimostrino il riconoscimento di un settore strategico come il termalismo da parte del settore pubblico, dal momento che gli albergatori sono pronti a fare la loro parte, come hanno già fatto in passato con ingenti investimenti».
L’impugnazione del decreto Madia fatta dalla Regione Veneto ha, secondo Federalberghi, obbligato il governo a procedere a un decreto correttivo. E considerato che tale decreto non è ancora stato approvato, neppure in conferenza Stato-Regioni, l’associazione chiede all’assessore Fratoni di cogliere questa occasione per organizzare un incontro con il ministro Madia e con il Ministero della pubblica amministrazione, a cui gli albergatori sono disposti a partecipare per supportare la Regione nella sua battaglia a difesa del termalismo. «La richiesta - si legge ancora nel comunicato - è quella di utilizzare, per le aziende termali di proprietà della Regione, lo stesso principio applicato alla Fiera di Firenze e alla Fiera di Arezzo».
«Se la Regione Toscana continua a reputare strategico il termalismo - concludono all’unisono i due presidenti di Federalberghi Montecatini e Chianciano - chiediamo di dimostrarlo con due chiare e semplici azioni. La prima è quella di farsi portavoce per correggere il decreto Madia. In secondo luogo, invitiamo i sindaci delle due città termali a convocare un consiglio comunale congiunto, invitando l’assessore Fratoni e i rappresentanti regionali per delineare le linee concrete di sviluppo del settore termale, in maniera chiara e trasparente».
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