La protesta
VENERE DARK CON TONI GROTTESCHI
MARCO MARTELLI. “E la femminilità? Ah ah… quella la lasciano a casa, sempre che ce l’abbiano!”. Esordisce così, con una critica alle ragazze di oggi, che “non la sanno neanche recitare, la...
MARCO MARTELLI. “E la femminilità? Ah ah… quella la lasciano a casa, sempre che ce l’abbiano!”. Esordisce così, con una critica alle ragazze di oggi, che “non la sanno neanche recitare, la femminilità”, Valter Malosti, regista nella finzione, ma anche nella realtà, di questa dark comedy tendente al grottesco.
La “Venere in pelliccia” di Ives, ispirata al romanzo erotico ottocentesco di Sacher-Masoch, è metateatro: teatro - o meglio, un provino - all’interno del teatro; con un’abile Sabrina Impacciatore, interprete di Vanda che, un po’ coatta e un po’ seducente, balza sulla scena per conquistarla.
La pièce si sviluppa in un continuo alternarsi, repentino e inaspettato, di momenti leggeri, passando da un “me so’ fracicata fino alle mutande”, ad altri profondi: “volevi usare una donna per umiliare una donna?”. Chi guarda la scena resterà spesso con un dubbio: quando gli attori stanno facendo sul serio? Quando giocano fra di loro, in maniera ammiccante e seducente? Quando, invece, stanno entrando nella parte del romanzo che, grazie al preciso uso di luci e suoni, sembra ricordare i racconti gotici di Edgar Allan Poe?
L’intreccio, sempre ambientato nella stanza del provino, prosegue in un continuo scambio di parti, con Vanda che incalza il regista, provocandolo e cercando di scavarne la propria psicologia: non si capisce chi sia la vittima e chi il carnefice, chi il corteggiato e il corteggiatore, chi il dominatore dell’altro. Ed il regista-attore, alla fine, ci lascia sbigottiti quando, sganciata la camicia, indossa un corpetto in pelle traforata: è forse lui stesso la Venere in pelliccia? Beh, però, ad essere stati attenti, fin dall'inizio lo aveva detto: “Se mi mettessi addosso una gonna, un paio di tacchi e un po’ di rossetto, sarei meglio io come Wanda della maggior parte di queste pseudo attrici!”.
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