La protesta
Cutsodontis, da presidente Avis a scrittore
Presentato “Nel buio”, il primo romanzo del valdinievolino interamente ambientato a Pescia
PESCIA. È stato presentato al circolo Agorà di Pietrabuona - giovedì scorso - "Nel buio", il romanzo d'esordio di Emanuele Cutsodontis, giornalista pesciatino, nonché presidente della locale sezione dell'Avis, titolare del circolo suddetto, appassionato di fumetti e ora anche scrittore. Personaggio poliedrico come pochi, ha scelto di tenere a battesimo la sua prima "creatura letteraria" proprio a casa sua, al circolo che da qualche mese ha preso in gestione insieme alla moglie Betty, intervistato da Alessandro Ciampi, curatore della collana Progetto Pulsar per la Carmignani Editrice di Cascina. "Nel buio" è un fantasy ambientato a Pescia, che ha come protagonista "un ragazzo come molti altri, diviso tra studi scolastici, scorribande con gli amici di sempre, incontri in chat e...rivelazioni", al secolo Dimitri Turupis, dietro cui non è difficile scorgere proprio l'autore, le cui origini sono greche. Il romanzo inizia sulla mulattiera di Collecchio e si conclude proprio a pochi chilometri da Pietrabuona.
«Al tempo in cui lo scrissi non immaginavo che poi la mia vita si sarebbe svolta qui - ha dichiarato Cutsodontis - a pochi passi da dove il romanzo finisce». Perché invero l'opera in questione è rimasta chiusa nel cassetto un bel po' prima che il suo autore decidesse di stamparla e condividerla col pubblico. Una decina di anni almeno. La storia narrata, infatti, si svolge non nella Pescia di oggi, ma in quella di una ventina d'anni fa. Un indizio rivelatore, a tal proposito, è l'utilizzo delle chat tematiche come quella in cui entra Dimitri, dedicata ad appassionati di magia ed esoterismo. Il protagonista si troverà, suo malgrado a vivere un'avventura davvero fuori dal comune, in cui è chiamato a svolgere un ruolo null'affatto banale ovvero quello di "difensore del bene e della giustizia". Per farlo dovrà affrontare non poche difficoltà e anche i demoni della Pescia.
Ma da cosa nasce l'idea di un'ambientazione pesciatina per un fantasy? «Dal fatto che sono di qui - ha risposto Cutsodontis - e mi pareva il posto più ovvio dove farlo svolgere». Non sono solo i luoghi ad essere protagonisti nel romanzo, ma anche tanti personaggi pesciatini, che i lettori - almeno quelli pesciatini - non potranno fare a meno di riconoscere e qualcuno, vista la fama che lo ha accompagnato negli anni, ha qualche chance di essere riconosciuto anche fuori dai confini della città dei fiori. Chissà se la missione di Dimitri ha dei rimandi, magari in chiave simbolica, con quella di Emanuele, che forse nella vita di tutti i giorni non combatterà contro i demoni, ma che alla giustizia sociale, alla solidarietà e al bene comune è, comunque, sempre attento.
Lui ama definirsi un "cialtrone", definizione in linea con una personalità ironica, che non si prende mai troppo sul serio, ma che anzi sa prendersi in giro. Indubbiamente Emanuele Cutsodontis ama la gente e la sua città e questo libro ne è la dimostrazione più autentica. Un sequel della storia sarebbe già in cantiere, speriamo di non dovere aspettare altri dieci anni per leggerlo. (m.s.)
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