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Privati e Regione: i progetti sulle Terme

Privati e Regione: i progetti sulle Terme

Il comitato di Montecatini rilancia l’appello per acquistare azioni della Spa; M5S si affida a una mozione in consiglio

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MONTECATINI. Non si sa se per le Terme sarà davvero “il momento del riscatto” (come si legge anche nella pagina qui a fianco, acquistata dal comitato Montecatiniperleterme), ma sicuramente la prossima sarà una settimana importante. Almeno due gli appuntamenti da segnare in agenda, entrambi martedì: sindacati e azienda torneranno a incontrarsi sui contratti integrativi (ne parliamo nell’altro articolo) e in consiglio regionale si discuterà una mozione presentata dal Movimento 5 Stelle. «La Regione - spiega Gabriele Bianchi, consigliere regionale M5S, primo firmatario dell’atto d’indirizzo - possiede il 67% di Terme di Montecatini spa, una società da anni in perdita che ritiene non strategica. Questo è vero perché manca una visione a proposito, oltre i meri calcoli ragioneristici. I nostri consiglieri comunali hanno realizzato uno straordinario percorso dal basso con i cittadini, soprattutto tecnici del settore, desiderosi di ridare alle Terme lo spazio che meritano. Auspichiamo che il Pd martedì scelga la bellezza di una sfida pubblica di rilancio quale quella da noi presentata».

«A oggi infatti la Regione - prosegue Bianchi - ha tenuto un atteggiamento da curatore fallimentare poco assennato, quando parliamo di un patrimonio straordinario che ha solo bisogno di una visione integrata. Dai documenti regionali sulla dismissione delle quote delle Terme risulta un tavolo tecnico dove i due soci, Regione e Comune, dovrebbero discutere del metodo di uscita della Regione: a oggi non sappiamo se si è mai riunito né quali siano le strategie».

«Il progetto M5S per le Terme - precisa il consigliere - divide il patrimonio strategico, da tenere in mano pubblica e rilanciare, da quanto può essere venduto. La gestione della parte pubblica potrebbe essere affidata con gara ai privati, una volta terminate le ristrutturazioni. Le Terme diventerebbero in questo modo un’immobiliare proprietaria solo di questi immobili cardine, mentre gli altri sarebbero dismessi, anche tramite le società dedicate degli istituti di credito. L’operazione avrebbe il pregio di fornire liquidità per le ristrutturazioni, da unire a un investimento pubblico, monitorato da un tavolo di controllo che potrebbe vedere finalmente una chiara presenza di cittadini interessati. La Toscana ha bisogno di sogni tradotti in progetti, che partano dal riconoscere la nostra bellezza”.

E un appello a “salvare” l’azienda più importante del territorio arriva anche dal comitato “Montecatiniperleterme”, che esclude «speranze di un salvataggio pubblico» e dice che «è giunto il momento che ogni montecatinese si renda conto che il futuro della città è nelle proprie mani». Quindi parte una sottoscrizione per la raccolta di un capitale (che dovrebbe essere di almeno 5 milioni di euro) per «l’acquisizione delle quote di maggioranza delle Terme e per ottenere finanziamenti».

David Meccoli

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