Il Tirreno

Montecatini

Acqua, nuove tubature per Regina e Rinfresco

David Meccoli
L’acqua della fonte Regina sgorga dalle cannelle del monumentale stabilimento delle Terme Tettuccio
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L’acqua della fonte Regina sgorga dalle cannelle del monumentale stabilimento delle Terme Tettuccio

Terme di Montecatini, gli operai sono al lavoro nel sottosuolo da due mesi per sostituire le condutture. In questo periodo la cura idropinica è stata garantita dalla sorgente Leopoldina

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MONTECATINI. Nuove tubature con un doppio percorso più lineare e per una portata costante e “pura” dell’acqua termale. Sono i lavori che le Terme stanno eseguendo “sottotraccia” (se non se ne è accorto nessuno è perché gli interventi si stanno sviluppando nei cunicoli sotterranei, senza che strade e circolazione ne risentano) e che porteranno negli stabilimenti, con l’inizio della nuova stagione, l’acqua Regina e Rinfresco nel pieno delle loro proprietà terapeutiche. Da tempo le fonti termali “classiche” - quelle destinate alla cura idropinica, per intendersi - avevano bisogno di una “remise en forme” e l’occasione è arrivata a causa di un evento contingente che rischiava di alterare le proprietà chimico-fisiche delle acque.

«In estate abbiamo avuto una forte siccità - dice Arabella Ventura, consulente dell’azienda di viale Verdi - cui hanno fatto seguito almeno due nubifragi a novembre. Per cui la falda si è prima seccata e poi riempita repentinamente e in maniera anomala. Abbiamo allora deciso che era il momento di intervenire sulle tubazioni delle fonti Regina e Rinfresco, risalenti agli anni ‘40».

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Ecco spiegato allora il perché, come segnalato anche dalla signora Leis nella sua lettera che pubblichiamo a fianco, da fine novembre dalle cannelle dell’Excelsior mancano all’appello le due acque. «Non è certo per un capriccio che teniamo chiuse quelle sorgenti - dice ancora Ventura - ma Montecatini, a differenza di altri poli termali, possiede più fonti e abbiamo saputo ovviare a tutte le necessità».

Cosa peraltro confermata dalla nuova direttrice sanitaria, Manela Scaramuzzino, che non appena preso possesso del suo ufficio si è ritrovata con la “grana” delle acque.

«Le falde - dice Scaramuzzino - si sono prima svuotate e poi riempite violentemente a novembre. Mentre la sorgente del Tettuccio ha reagito bene, e Leopoldina e Redi hanno tubature più nuove (fatte nel 2010), i problemi più importanti sono emersi per Regina e Rinfresco, che presentavano acqua torbida e che rischiavano di essere in parte diluite con altre acque, tali da non garantire un’assoluta sicurezza scientifica delle proprietà. Così abbiamo chiuso il pozzo e sono partiti i lavori di manutenzione straordinaria».

Qualche disagio, per i curisti, si è inevitabilmente creato (e di questo Ventura e Scaramuzzino si scusano), ma è stato in qualche modo circoscritto. «Una miscelazione delle acque – dice Scaramuzzino – non era certo possibile farla. Così abbiamo proposto a tutti un piano terapeutico alternativo che fa leva sull’acqua Leopoldina, da qualche tempo inutilizzata ma sicuramente valida per la cura della stipsi. Lamentele non ne abbiamo registrate, se non da parte della signora romana che ci ha scritto la lettera e da qualche albergatore, che credeva che non ci fosse acqua mentre invece ne avevamo fin troppa!».

A fine novembre sono così iniziati i lavori: sono stati prima individuati i materiali, deciso il diametro dei tubi che potesse garantire una portata costante e, soprattutto, sono stati tracciati nuovi percorsi che, a differenza di quelli esistenti, prevedessero meno curve. Inoltre, mentre prima c’era un’unica tubatura che prima passava dal Tettuccio e poi dall’Excelsior, ora se ne stanno realizzando due, una per stabilimento. «In 20 giorni tornerà in funzione la sorgente Regina, poi toccherà al Rinfresco», conclude Scaramuzzino.

 

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