Toscana
Città del Natale: promozione in ritardo e troppa concorrenza
A Montecatini affari in frenata. Le associazioni analizzano le cause. L’assessora Bracali: «Serve il biglietto unico»
MONTECATINI. Un numero di visitatori inferiore, rispetto allo scorso anno, ha raggiunto le attrazioni della Città del Natale 2016. E la causa sarebbe da ricercare in due fattori fondamentali: da una parte la nascita di eventi simili in Toscana (e non solo); dall'altra una promozione non del tutto sufficiente che non sarebbe riuscita a cogliere nel segno. In questo sono concordi i presidenti dei tre organismi a cui aderiscono le principali categorie economiche della città termale. Certo, è ancora presto per fare un bilancio definitivo. Ma, passato il Natale, si può dire di essere al fatidico giro di boa.
«In questa edizione - dice Claudio Chimenti, presidente del Centro commerciale naturale di Montecatini - ha funzionato molto bene la ruota panoramica, che ha rappresentato una scommessa vinta. Ma anche la pista di pattinaggio sul ghiaccio in piazza del Popolo, nonostante la sua apertura tardiva, sta riscuotendo un ottimo successo. Tuttavia, dal punto di vista delle presenze, non siamo riusciti a recuperare terreno rispetto ai numeri da capogiro di due anni fa».
Anche Nicola Pieri, presidente di Confcommercio, sottolinea una visione simile. «Dopo l'Epifania - spiega - avremo il quadro definitivo. Per il momento l'impressione è che ci siano state meno presenze rispetto allo scorso anno. E se questo sarà verificato, sarà necessario analizzare approfonditamente cosa non abbia funzionato nella gestione stessa della Città del Natale».
E, secondo Chimenti ed anche Moreno Degli Esposti, presidente dell'Intersindacale, ad aver fatto acqua da più parti sarebbe stata la campagna di promozione delle attrazioni. «Per il futuro - dice il presidente del Ccn - dovremo essere bravi a caratterizzare maggiormente la Città del Natale. Non abbiamo avuto, purtroppo, la capacità comunicativa adeguata per attirare a Montecatini frotte di persone. Abbiamo una realtà unica in Italia: negli altri luoghi, infatti, esiste soltanto un'attrazione natalizia. Noi, invece, abbiamo un’intera città. Lo abbiamo detto, però, a voce troppo bassa. A partire dal prossimo anno, invece, dovremo gridarlo a gran voce».
Sulla stessa lunghezza d'onda, Degli Esposti. «L'afflusso dei visitatori - spiega il presidente dell'Intersindacale - è stato, fino ad oggi, inferiore alle aspettative ed anche allo scorso anno. Questa deve dunque essere l'occasione per una riflessione. Bisognerà lavorare di più e meglio, creando una maggiore sinergia tra i diversi attori della Città del Natale. È mancato, infatti, un importante investimento nella promozione da parte delle attrazioni. L'impegno per il futuro, quindi, dovrà essere quello di fare maggiormente squadra per tornare ai fasti del passato».
E che la città del Natale non ha funzionato come gli anni passati lo dice, con l'amaro in bocca, anche Helga Bracali, assessore alle attività produttive. Anche se è già pronta a mettersi al lavoro dal 10 gennaio in poi per cercare nuove idee per il prossimo anno.
«I numeri certi di questo dicembre li sapremo dalla Provincia il 10 gennaio - spiega Bracali - ma vedendo che molti alberghi sono rimasti chiusi certamente c'è stata una richiesta minore». Troppe Case e Villaggi in tutta Italia, oltre alla crisi economica che non ha risparmiato le famiglie. «C'è un'inflazione di Case di Babbo Natale - riflette anche l'assessore - e una tendenza al risparmio. Per questo ci vorrebbe un biglietto unico per tutte le attrazioni in modo da invogliare i clienti». Bene “Il Bosco degli elfi” e benissimo “Il Piccolo regno incantato” di Montecatini Alto, il preferito dei bambini. «A dimostrazione aggiunge Bracali - che gli spettacoli ben fatti sono sempre premiati dal pubblico. Abbiamo avuto molte presenze anche dalla mattina alla sera di cui hanno beneficiato le attività commerciali cittadine. Anche se c'è stata meno gente, ricordiamoci che è sempre meglio di quattro anni fa quando d'inverno a Montecatini non c'era nulla. E dunque rimbocchiamoci le maniche per la prossima edizione».
Martina Trivigno
Simona Peselli
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