Il Tirreno

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Il buon Natale arriva da Chiesina

di Martina Trivigno
Il buon Natale arriva da Chiesina

I volontari della Protezione civile portano un sorriso tra i terremotati di Saletta e Tolentino

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CHIESINA UZZANESE. È difficile pensare al Natale quando, tutt’intorno, regna la distruzione. Quando i ricordi più intimi ed importanti sono rimasti sepolti sotto un ammasso di macerie, uniche testimoni dei tempi che furono. Tornare alla normalità, per le popolazioni del Centro Italia, sconvolte da una sciame sismico che le ha messe in ginocchio, non è semplice. Ma, oltre il velo della tristezza, il messaggio positivo del Natale, come portatore di speranza, è arrivato anche a Saletta, nel comune di Amatrice, e a Tolentino. Dal 25 agosto scorso, i 35 volontari dell'Ente soccorso Protezione civile di Chiesina Uzzanese sono impegnati, a turno, sui luoghi del disastro, per dare assistenza alle popolazioni colpite dal sisma.

E, con l’avvicinarsi delle festività natalizie, hanno pensato di creare, per quanto possibile, un clima sereno e gioioso. Per ricordare che l'atmosfera magica del Natale tutto può. E, a raccontare la loro idea, è Ivano Lucchesi, responsabile della Protezione civile di Chiesina e coordinatore nazionale, per il Centro-Nord Italia, di Aeopc Italia (Associazione operatori protezione civile e ambientale) e di Modavi (Movimento delle associazioni di volontariato italiano).

«In accordo con i volontari - spiega - abbiamo pensato di creare una parvenza di normalità, soprattutto per i più piccoli». E così a Saletta è stato allestito un presepe, mentre a Tolentino è stato addobbato un abete. «Il campo per l'assistenza della popolazione di Saletta - continua Lucchesi - è nato in piena emergenza ed è formato da quindici tende, con una capacità di accoglienza di circa 120 persone. Di queste, per fortuna, ne restano soltanto una decina ma il campo ha assunto il ruolo di importante base logistica per i soccorsi e le forze dell'ordine. Così in una tensostruttura, coperta da un telone, hanno trovato posto la sacra famiglia, il bue e l'asinello, e anche i Re Magi».

A Tolentino, invece, si è optato per un altro simbolo della tradizione natalizia: l'albero.

«Nel campo di accoglienza di Tolentino - dice - delle 400 persone originarie, 200 hanno già ricevuto una diversa sistemazione abitativa. Abbiamo dunque voluto rendere più gradevole il soggiorno per i restanti. Abbiamo chiesto il parere dei rappresentanti delle diverse confessioni religiose e la loro risposta mi ha commosso. Mi hanno detto, infatti, che ogni religione ha un Dio diverso, ma che, in fondo, è uno solo».

E ben contenti della realizzazione di questi addobbi sono stati i bambini. «Nel corso di questi mesi- spiega la volontaria Jessica Fanucci - mi sono presa cura dei più piccoli. Proprio loro, infatti, sono rimasti molto impauriti da questa esperienza. Il non poter dormire nella propria cameretta o, peggio ancora, aver perso qualcuno dei propri cari, rappresenta un trauma per loro».

«Nei giorni scorsi - conclude - sono arrivati al campo i “Dottor clown” di Vicenza. Si sono presi cura dei bambini e, con l'esperienza del sorriso, li hanno aiutati ad affrontare la sofferenza, tirando fuori le loro migliori risorse».

Un sorriso nel dolore, insomma, per donare un po' di pace e speranza a coloro che già hanno perso molto.

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