Il Tirreno

Montecatini

Monsummano finanzia la rimozione dell’amianto

di Luca Signorini
Monsummano finanzia la rimozione dell’amianto

Approvato dal Comune il regolamento favorevole ai privati per il controllo, manutenzione e rimozione dei materiali in eternit pericolosi

2 MINUTI DI LETTURA





MONSUMMANO. Guarda alla tutela dell'ambiente e al rispetto delle normative in vigore il regolamento per il controllo, manutenzione e rimozione dell'amianto, approvato nel consiglio comunale di lunedì 19 dicembre. Nel compendio, che subito dopo la ratifica è già attuabile, viene indicata anche la possibilità per i privati di accedere a un contributo a fondo perduto, «concesso fino ad esaurimento dei fondi stanziati nel piano finanziario: il contributo è riconosciuto sulla quantità del materiale rimosso e smaltito, e non è cumulabile con altri contributi a fondo perduto, ferme restando le altre agevolazioni fiscali previste per legge». L'entità della cifra messa in bilancio non è stata però ancora fissata.

Spiega l'assessore all'ambiente di Monsummano, Andrea Mariotti: «Con questo regolamento ci poniamo sempre di più il problema dell'amianto, materiale pericoloso che deve essere costantemente monitorato. Vogliamo contrastare anche l'abbandono sul territorio e le discariche a cielo aperto, e ci auguriamo che queste regole possano incrementare il corretto smaltimento secondo i dettami di legge e aumentare il senso civico dei cittadini. Per favorire tutto ciò prevediamo anche una forma di contributo e agevolazione: pubblicheremo un bando pubblico per rimozione e smaltimento, i criteri saranno per esempio la quantità di eternit da gestire, la precedenza ad abitazioni private e ai luoghi sensibili, come quelli di carattere scolastico e sanitario. Siamo convinti che questo possa essere un contributo per risolvere un vero problema di natura ambientale».

Il programma di controllo dei materiali in cemento-amianto è a carico del proprietario che, secondo il Piano di protezione dell'ambiente della Regione Toscana, dovrà incaricare un tecnico qualificato per la valutazione dello stato di conservazione. Due le modalità per la manutenzione (con la tecnica dell'incapsulamento) e rimozione: il privato potrà operare in proprio per manufatti di piccole dimensioni (fino a 12 metri quadrati) richiedendo in seguito l'intervento di una ditta di smaltimento per il trasporto in discarica; se la superficie dell'eternit è più ampia il lavoro dovrà essere affidato fin da subito a un'azienda autorizzata iscritta nell'albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti.

In caso di rimozione dell'amianto, inoltre, sarà necessario presentare in Comune una pratica edilizia (Scia o permesso a costruire). In entrambi i casi potrà essere richiesto il contributo: gli obblighi saranno quelli di presentare il titolo edilizio per effettuare la manutenzione o la rimozione entro 60 giorni dalla concessione dell'agevolazione, e compiere l'intervento nei successivi sei mesi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web