Il Tirreno

Montecatini

Un colpo di pennello sopra la vergogna

di Roberto Grazzini
Un colpo di pennello sopra la vergogna

Coperta la scritta antisemita al Mariotti. Il presidente riunisce sugli spalti squadra, dirigenti e rappresentanti del Comune

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MONTECATINI. La vergognosa ed infamante scritta antisemita non c’è più, come non ci sono più altre scempiaggini offensive di altro genere nel settore di tribuna riservato ai sostenitori delle squadre ospiti allo stadio Mariotti. È stato il custode a toglierla di buon mattino, senza gli scatti delle macchine fotografiche e il fragore della cronaca che in queste ultime ore ha visto infangare l’onore e la credibilità non solo del club dell’Airone, ma di un’intera città. Con le sue problematiche e i suoi paradossi, ma sempre estranea a fatti e misfatti inerenti alla Shoah ed alla questione ebraica.

La cassa di risonanza ha avuto un effetto mediatico negativo di proporzione inimmaginabili a livello nazionale. Basterà una vernice grigia, quasi asettica, a purificare il cemento e la dignità offesi? In ogni caso il patron del Montecatini Marco Innocenti ha voluto accanto a sé, prima dell’allenamento, i suoi dirigenti, lo staff tecnico, i giocatori, l’amministrazione comunale rappresentata dal presidente del consiglio Andrea Rastelli e da Alfio Dal Porto dell’ufficio dello sport, le forze dell’ordine con la vice questore Mara Ferasin e, ovviamente, i media.

Tutti insieme sulle tribune “incriminate” a dare un segnale forte di unità d’intenti in modo che tali episodi non si verifichino mai più .

Gli agenti del Commissariato hanno poi effettuato diverse riprese e foto della struttura, accertando così l’assenza di ulteriori slogan discriminanti. Restano i dubbi su quando effettivamente tale episodio sia accaduto dal punto di vista della tempistica e su chi lo abbia messo in atto. Di certo lo stadio “Mariotti” è di facile accesso in quanto tanta gente corre e si allena liberamente sulla pista d’atletica e il cancello che divide le tribune dagli spogliatoi resta sempre aperto. Senza contare che non esistono telecamere di controllo. Le certezze stanno nell’effettivo tentativo di cancellare la scritta con uno spray di diverso colore, dato abbastanza evidente.

Gli ultrà, che hanno nuovamente incontrato Innocenti nel tardo pomeriggio, ribadiscono la loro totale estraneità alla vicenda, condannando il pessimo messaggio che ha veicolato. «Ne prendo atto però ognuno – dice Innocenti – deve prendersi le proprie responsabilità. Il colpo di pennello è stato dato con forza e determinazione, tuttavia ci vorrà maggior attenzione, responsabilità e consapevolezza in futuro. Capisco che adesso l’imperativo è riabilitare l’immagine di una città che ha fatto dell’accoglienza e dell’ospitalità un brand vincente da un paio di secoli a questa parte. Speriamo di farcela».

E nel finale c’è la frecciatina di un uomo sincero e passionale. «A tale proposito – aggiunge – nel nostro piccolo cerchiamo di essere altrettanto accoglienti ed ospitali con le squadre che vengono in trasferta da noi, come abbiamo fatto coi dirigenti del Viareggio domenica scorsa. Dispiace sentire il presidente Baroni parlare di “atmosfera tesa, clima ostile”. Se così è stato me ne scuso. Ma non mi è sembrato. Non vorrei che le vicende extra calcistiche del Viareggio venissero sfogate in maniera sbagliata in altri stadi e in altri contesti».

In effetti al di là dell’imponente ed efficiente servizio d’ordine, forse addirittura esagerato per l’importanza dell’evento, la partita è stata estremamente corretta, l’atmosfera in tribuna al limite del soporifero ed il dopo gara all’ insegna della massima cordialità. Per il giusto dovere di cronaca.

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