Gioco
Coltivare i terreni abbandonati si può
Uzzano ha aderito al progetto “Banca della Terra” e ha già stilato un censimento dei proprietari
UZZANO. Mai più terreni incolti, campi abbandonati e non puliti. Un passo in più verso la prevenzione delle frane nelle zone collinari, verso il sostegno alle attività agricole e il recupero dei terreni abbandonati lo ha fatto la Regione Toscana con il progetto “Banca della Terra”. Un progetto a cui il Comune di Uzzano ha deciso di aderire, mettendo a disposizione di chi voglia dar vita a un'attività agricola un elenco di terreni incolti che verranno concessi con contratti di affitto agevolato per un massimo di 15 anni. Il progetto risale al 2012 quando la Regione Toscana approva la legge 80 del 27 dicembre con la quale viene previsto l'utilizzazione da parte di terzi di terreni abbandonati o incolti, ossia di quei terreni agricoli che non siano stati destinati a uso produttivo da almeno tre anni. Secondo tale legge ogni comune toscano avrebbe dovuto effettuare una ricognizione dei terreni incolti all'interno del proprio territorio, effettuare cioè un censimento, per poi inserire tali terreni in quella che appunto viene definita “Banca della Terra”. In provincia di Pistoia soltanto il Comune di Uzzano e quello di Quarrata hanno effettuato il censimento e sul sito dell'Artea (Agenzia regionale Toscana per le erogazioni in agricoltura) sono a disposizione diversi terreni che possono esser richiesti da aziende agricole o anche singoli cittadini che vogliano dar vita a un'attività agricola. Si tratta di terreni di privati che fino ad oggi hanno lasciato in stato di abbandono la loro proprietà.
I Comuni, così come previsto dalla legge, hanno provvisto a comunicare ai proprietari di tali terreni che quest'ultimi sarebbe stati inseriti nell'elenco dei terreni incolti, dando loro la possibilità di chiederne la cancellazione, su istanza motivata, o assumendo l'impegno di dar vita a coltivazioni. «È un'iniziativa intelligente - commenta il vicesindaco di Uzzano, Dino Cordio - alla quale abbiamo deciso di aderire subito. Lasciare le terre incolte vuol dire creare problemi di non poco conto per il territorio. Ne sono un esempio le frane. Questa iniziativa riesce a raggiungere il doppio fine di rendere il territorio più sicuro e di fornire un'occasione di lavoro ai giovani. Ovviamente i proprietari dei terreni di cui verrà fatta richiesta saranno nuovamente interpellati per dar loro un'altra possibilità di prendersi cura per primi delle loro proprietà». Coloro che intendono coltivare i terreni abbandonati o incolti inseriti nella Banca della Terra possono consultare il sito www.artea.toscana.it.
Francesca Maltagliati
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