Il Tirreno

Montecatini

Picconate per rubare i paramenti sacri

Luca Signorini
Operaio al lavoro per tappare il foro (Foto Nucci)
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Operaio al lavoro per tappare il foro (Foto Nucci)

Fallisce l’assalto dei predatori al museo di San Michele a Massa Cozzile. Dopo l’allarme gli oggetti preziosi sono stati messi al sicuro

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MASSA COZZILE. Anche un museo. L'escalation di furti ed effrazioni in Valdinievole, che nei giorni scorsi ha colpito negozi, gioiellerie, bar e ristoranti, non risparmia neppure i luoghi di cultura. Questa volta nel mirino dei delinquenti è finito il museo di San Michele nel borgo storico di Massa: per fortuna siamo a scrivere di un tentato furto, con i malviventi che hanno desistito dalla loro ruberia forse perché disturbati da qualcuno, oppure non sono riusciti a portare a termine l'operazione non semplice di penetrare opere murarie piuttosto consistenti.

Fatto sta che, nel pomeriggio di giovedì, alcuni dipendenti comunali si sono trovati davanti a un grosso foro nel muro esterno del ripostiglio a servizio della sala espositiva: tutt'intorno calcinacci, pietre e altri addobbi danneggiati, messi lì a decorare il perimetro del museo, che si trova nello stesso edificio della settecentesca chiesa di Santa Maria Assunta, con ingresso principale in piazza Cavour. È stato il sindaco di Massa Cozzile, Marzia Niccoli, a formalizzare la denuncia ieri mattina alla stazione dei carabinieri di Buggiano: si stimano danni per circa 1.500 euro.

«Probabilmente quello che sembra apparire come un tentato furto potrebbe essere avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì - spiega Niccoli - il museo è aperto il sabato e la domenica pomeriggio: i dipendenti del Comune che hanno trovato il buco dovevano prendere nel ripostiglio l'albero di Natale da posizionare in piazza. Adesso ci sono da ripristinare i danni, intanto abbiamo sgomberato i locali dove erano esposti diversi beni di valore, come le argenterie, che abbiamo messo al sicuro».

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Il museo di San Michele è stato aperto al pubblico nel 2004 dopo una serie di opere di restauro, è composto dalla cappella e da due sale espositive, che appartenevano al complesso architettonico del Monastero della Visitazione. Al suo interno ci sono dipinti eseguiti tra il XVII e il XVIII secolo tra cui una presentazione della Vergine al Tempio, attribuita al canonico bolognese Luigi Crespi (figlio del più famoso Giuseppe Maria Crespi), e decorazioni in stucco dipinto e dorato, realizzate grazie all'interessamento di Niccolò Giani a partire dal 1698. Poi un coro, gli scranni riservati alle suore, iscrizioni e immagini sacre. E numerose teche, dove è possibile ammirare preziosi paramenti liturgici (fra cui un parato in seta a filari d'oro e un ponte di legno sopra un laghetto alimentato da una cascata), e arredi sacri, tra i quali l'ostensorio seicentesco in argento, opera dell'orafo fiorentino Paolo Laurentini. Un importante patrimonio storico e religioso del territorio, che per fortuna è rimasto inviolato.

 

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