La protesta
Picconate per rubare i paramenti sacri
Fallisce l’assalto dei predatori al museo di San Michele a Massa Cozzile. Dopo l’allarme gli oggetti preziosi sono stati messi al sicuro
MASSA COZZILE. Anche un museo. L'escalation di furti ed effrazioni in Valdinievole, che nei giorni scorsi ha colpito negozi, gioiellerie, bar e ristoranti, non risparmia neppure i luoghi di cultura. Questa volta nel mirino dei delinquenti è finito il museo di San Michele nel borgo storico di Massa: per fortuna siamo a scrivere di un tentato furto, con i malviventi che hanno desistito dalla loro ruberia forse perché disturbati da qualcuno, oppure non sono riusciti a portare a termine l'operazione non semplice di penetrare opere murarie piuttosto consistenti.
Fatto sta che, nel pomeriggio di giovedì, alcuni dipendenti comunali si sono trovati davanti a un grosso foro nel muro esterno del ripostiglio a servizio della sala espositiva: tutt'intorno calcinacci, pietre e altri addobbi danneggiati, messi lì a decorare il perimetro del museo, che si trova nello stesso edificio della settecentesca chiesa di Santa Maria Assunta, con ingresso principale in piazza Cavour. È stato il sindaco di Massa Cozzile, Marzia Niccoli, a formalizzare la denuncia ieri mattina alla stazione dei carabinieri di Buggiano: si stimano danni per circa 1.500 euro.
«Probabilmente quello che sembra apparire come un tentato furto potrebbe essere avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì - spiega Niccoli - il museo è aperto il sabato e la domenica pomeriggio: i dipendenti del Comune che hanno trovato il buco dovevano prendere nel ripostiglio l'albero di Natale da posizionare in piazza. Adesso ci sono da ripristinare i danni, intanto abbiamo sgomberato i locali dove erano esposti diversi beni di valore, come le argenterie, che abbiamo messo al sicuro».
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Il museo di San Michele è stato aperto al pubblico nel 2004 dopo una serie di opere di restauro, è composto dalla cappella e da due sale espositive, che appartenevano al complesso architettonico del Monastero della Visitazione. Al suo interno ci sono dipinti eseguiti tra il XVII e il XVIII secolo tra cui una presentazione della Vergine al Tempio, attribuita al canonico bolognese Luigi Crespi (figlio del più famoso Giuseppe Maria Crespi), e decorazioni in stucco dipinto e dorato, realizzate grazie all'interessamento di Niccolò Giani a partire dal 1698. Poi un coro, gli scranni riservati alle suore, iscrizioni e immagini sacre. E numerose teche, dove è possibile ammirare preziosi paramenti liturgici (fra cui un parato in seta a filari d'oro e un ponte di legno sopra un laghetto alimentato da una cascata), e arredi sacri, tra i quali l'ostensorio seicentesco in argento, opera dell'orafo fiorentino Paolo Laurentini. Un importante patrimonio storico e religioso del territorio, che per fortuna è rimasto inviolato.
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