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Preside e Comune «Illegale il video a scuola dei 5 Stelle»

LAMPORECCHIO. Fanno fronte comune il sindaco Alessio Torrigiani e la dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo Francesco Berni, Rossella Quirini, contro i due consiglieri comunali del Movimento...

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LAMPORECCHIO. Fanno fronte comune il sindaco Alessio Torrigiani e la dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo Francesco Berni, Rossella Quirini, contro i due consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Lamporecchio, Cinzia Benvenuti e Dario Francesconi. Oggetto del contendere, il sopralluogo del consigliere regionale pentastellato, Giacomo Giannarelli. Che, il 17 novembre scorso, in orario extra-scolastico, ha visitato la scuola secondaria di primo grado, "alla presenza del responsabile dell'ufficio tecnico del Comune, nonché a quella non preavvisata degli organi di stampa". E, nello stesso giorno, è stato anche diffuso "sui social network un video, prodotto durante il sopralluogo", di cui il primo cittadino e la dirigente scolastica chiedono la rimozione. «La richiesta di sopralluogo - si legge in una nota congiunta - non faceva alcuna menzione della possibilità di effettuare riprese audio e video. Trattandosi di un edificio in cui vengono svolte attività con minori, le riprese, e soprattutto la loro diffusione, doveva essere autorizzata in quanto potenzialmente lesiva della privacy degli studenti. Le attività didattiche svolte dai ragazzi vengono infatti immortalate in fotografie che si trovano appese su cartelloni alle pareti dell'edificio. Per questo si richiede la rimozione immediata del filmato». E veniamo ora al rischio sismico. «In realtà, sul sito della Regione e della Provincia, il nostro Comune è classificato con classe 3, ovvero "zona con pericolosità sismica medio/bassa”. «L'amministrazione - conclude la nota - ha effettuato, già dalla scorsa estate, le verifiche tecniche sugli edifici delle scuole dell’infanzia e della scuola media, appaltando i lavori per un primo intervento di adeguamento. Concordiamo sulla necessità di rendere sempre più sicuri i luoghi dove trascorrono il tempo i nostri ragazzi. Ma questo non può essere tradotto in evento mediatico teso a generare allarmismi nella cittadinanza». (m.t.)

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