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Traffico di oppio dall’Iran: nove arresti

Traffico di oppio dall’Iran: nove arresti

In carcere anche un commerciante di Montecatini nell’ambito di un’indagine della Dda di Roma

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MONTECATINI. Traffico internazionale di stupefacenti: questa l’accusa con cui, nel pomeriggio di mercoledì 30 novembre, gli uomini del commissariato di polizia di Montecatini hanno arrestato un commerciante iraniano sessantacinquenne residente nella città termale.

L’arresto è scattato nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Dda della procura della Repubblica di Roma e che ha coinvolto. oltre alla provincia di Pistoia, quelle di Roma, Firenze, Arezzo e Bologna. Nove in tutto le ordinanze di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Roma, tutte nei confronti di cittadini iraniani.

Le indagini, partite nel febbraio 2014, hanno permesso di scoprire un sodalizio criminoso strutturato tra l’Iran e l’Italia dedito all’importazione sul territorio nazionale di sostanza stupefacente del tipo oppio.

L’attività investigativa, svolta avvalendosi sia di mezzi tecnici che di servizi di indagine tradizionale, ha evidenziato un primo gruppo di soggetti dediti all’attività di spaccio nel territorio romano, permettendo poi di risalire ad ulteriori soggetti attivi nel territorio toscano, fino a ricostruire l’intero tragitto della sostanza stupefacente che entrava in Italia attraverso il confine marittimo di Trieste, a mezzo di Tir, imbarcati dalla Turchia.

L’oppio, sostanza che contiene elevati principi attivi riconducibili a sostanze alcaloidi, quali la morfina, veniva commerciato all’interno di una sorta di “mercato chiuso”, i cui venditori ed acquirenti erano quasi esclusivamente cittadini di nazionalità iraniana.

Tra le persone destinatarie degli ordini di cattura, alcune erano già note alle forze dell’ordine per reati connessi agli stupefacenti, altre, immuni da pregiudizi di polizia, erano persone perfettamente inserite nel contesto sociale in qualità di imprenditori dediti al commercio di abbigliamento.

L’esecuzione delle misure restrittive è stata effettuata con la collaborazione della squadra mobile di Firenze, della squadra mobile di Arezzo, della Polaria di Firenze e, come detto, degli investigatori del commissariato di Montecatini.

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