Sicurezza
Dal Comune 140.000 euro contro gli sfratti
In consiglio si è parlato anche di Terme. Minoranza all’attacco di Brogioni: «Porti il piano industriale»
MONTECATINI. Altri 140.000 euro ai nuclei familiari in sofferenza economica. Lo stanziamento, approvato all’unanimità dal consiglio comunale dell’altra sera, è finalizzato al pagamento dei canoni di locazione ed è suddiviso in due linee. La prima, di 60 mila euro, finanzierà la graduatoria ai sensi della Legge 431/1998. La seconda, di 80 mila, sarà gestita dalle politiche sociali. «Si tratta di un importante intervento che permetterà a molte famiglie di evitare il procedimento di sfratto e ad altre di trovare un importante sostegno», commenta l'assessore Ennio Rucco.
Due i consigli comunali convocati mercoledì sera: il primo, per approvare un paio di variazioni del bilancio (passate agevolmente) e il nuovo piano del commercio sulle aree pubbliche (criticato dall'opposizione); il secondo, ad hoc sulle terme. A richiederlo, l’opposizione. Che ha voluto chiarimenti ufficiali sulle condizioni reali in cui versa attualmente la società termale. E ha cercato di dare una scrollata al socio di maggioranza, la Regione Toscana, lanciando allo stesso tempo un monito all’amministratore unico Carlo Brogioni.
Il confronto sulle terme è durato un paio d’ore, di fronte a un pubblico numeroso. Presenti alcuni commercianti. «Avvieremo, in accordo con la Regione,procedure per la privatizzazione – ha confermato Rucco – ma il modello è tutto da vedere». Forza Italia, in particolare Alberto Lapenna e Andrea Quaranta, hanno ribadito: «Serve il piano industriale. Ma esiste oppure no? Il sindaco Giuseppe Bellandi deve essere chiaro. Le risorse per far ripartire il cantiere ci sono, basterebbe sbloccarle».
Pure Riccardo Sensi (Mi piace Montecatini) ha affondato su Brogioni: «Basta scaricare il barile. L’amministratore unico è alla guida della società da un anno e mezzo. Cosa ha fatto? Deve prendersi le sue responsabilità. La Regione dovrebbe pagare al Comune il sovrapprezzo del pacchetto azionario che l’ha portata a essere titolare della maggioranza. Bellandi dice che non è un calcolo congruo. Eppure, Brogioni ha scritto nero su bianco che l’azienda ha un valore patrimoniale di 130 milioni di euro? Se è così, basta detrarre i 30 milioni di debiti e restano sempre 100 milioni. A chi dobbiamo dare ascolto?». Il capo della giunta ha spiegato: «Il piano industriale vero e proprio non c’è ma ci sono delle linee guida». (g.l.p.)
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