Sicurezza
Una Immobiliare al timone delle Terme di Montecatini
La soluzione alla crisi proposta dal Movimento 5 Stelle dopo gli incontri con gli esperti. E intanto vendere gli immobili non strategici
FIRENZE. «Secondo noi continuare a insistere nella logica ragionieristica di cessione delle quote regionali, non funziona. Prima va garantito il principio di fondo: le terme devono continuare a essere il motore dello sviluppo economico della città e gli enti pubblici devono rimanere il punto centrale dello sviluppo». Gabriele Bianchi, consigliere regionale M5S, vicepresidente della Commissione Affari Istituzionali e Bilancio, e Cristiano Berti, consigliere capogruppo M5S Montecatini, sono preoccupati. Secondo loro nella città termale manca una visione complessiva di rilancio.
«È l'economia termale che è ferma. L'amministrazione comunale si muove facendo passi positivi, ma non c'è una direzione generale. Non solo. Rischiamo il declino perché fino a qualche decennio fa il turista soggiornava 10 giorni l'anno a Montecatini, ora i giorni sono scesi a 2,17», dice Berti.
Ma la patata bollente è la società partecipata Terme di Montecatini, notoriamente coi bilanci in rosso da anni. Ed è qui che la Regione Toscana gioca un ruolo centrale con il possesso del 67 per cento delle azioni, mentre il resto delle azioni è in mano al Comune di Montecatini. Secondo i grillini la strada da prendere è quella di trasformare la partecipata Terme di Montecatini in società immobiliare, sempre a gestione pubblica. In modo che faccia fruttare il patrimonio storico delle terme. Ma come? Con quale piano di rilancio?
A mettere in fila le azioni da mettere in campo è Sandra Magnani, la portavoce di un gruppo di lavoro composto da avvocati ed esperti del termalismo, del marketing, di gestione del personale: «Prima di tutto vanno ripianati i conti in perdita con la definizione di quali sono gli immobili strategici e quelli non strategici. A nostro avviso gli strategici sono: il comprensorio Tettuccio Regina (cure idropiniche ed eventi); le Terme Redi per le cure del Ssn; la Torretta valorizzabile in sinergia col settore florovivaistico per organizzarvi eventi e come parco esoterico visitabile; Podere Panteraie e Podere Maona con annesse grotte sotto le quali passano le vene d'acqua che alimentano la città, utilizzabili per percorsi mountain bike e il rilancio turistico delle due grotte: le aree verdi e il comprensorio Leopoldine rivisto. Il progetto Leopoldine dovrebbe annettere l'Istituto Grocco come area dedicata alla riabilitazione privata che necessita della dovuta privacy, e le Tamerici il cui ingresso dista soli 30 metri dal bordo piscina». Gli immobili non strategici sono considerati invece «la Salute, l'Excelsior e l’ex Imbottigliamento. Questi ultimi potrebbero essere venduti - pensiamo ad un ricavo di circa 20 milioni di euro - tramite un mutuo da contrarre con le principali banche nazionali (Intesasanpaolo, Unicredit, Bnl), mentre le società private prenderebbero in gestione le terme rimaste in mano pubblica pagando l'affitto a Terme di Montecatini». Queste, dunque, le azioni da portare avanti prima possibile. Non è un project financing, ma poco ci manca. «Comunque bisogna muoversi. Anche perché del tavolo tecnico che si doveva insediare nel febbraio del 2015 nessuno ha mai saputo nulla in consiglio comunale», chiude Cristiano Berti.
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