Il Tirreno

Montecatini

L’unica salvezza viene dall’agricoltura

di Maria Salerno
L’unica salvezza viene dall’agricoltura

Il Comitato Valle del Pescia punta sulla necessità di una manutenzione del territorio contro i rischi idrogeologici

2 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. «Ciò che è avvenuto nella notte tra venerdì 18 e sabato 19 novembre è un'altra prova, se ce ne fosse stato bisogno, della condizione idrogeologica del nostro territorio. Sono bastate poche ore di pioggia intensa affinché strade, campi e piazze si trasformassero in corsi d'acqua (in alcuni casi veri e propri laghi) causando enormi disagi: auto bloccate, serre con cinquanta centimetri d'acqua sulle colture, abitazioni invase, fossi che esondavano e le due Pescia con l'acqua che correva quasi al limite superiore degli argini. È stata una vera fortuna che questa volta ce la siamo cavata a buon prezzo».

A dichiararlo è il Comitato per i cittadini della Valle del Pescia, nato 6 anni fa a tutela del territorio e della sua vocazione agricola. «Le attività agricole sono le uniche - secondo i residenti di questa porzione di territorio a sud di Pescia - se opportunamente custodite e tutelate, che potranno conferire uno sviluppo economico tangibile, oltre a salvaguardare i territori dall'abbandono e dai rischi idrogeologici».

Dopo l'ennesima alluvione sfiorata nella valle del Pescia, immedita è la riflessione sull’ipotesi, fortemente osteggiata da parte del comitato di volere “industrializzare” la zona nell’ambito del cosiddetto business park, accolta dall'attuale amministrazione comunale. «Non osiamo immaginare - dicono i residenti - cosa sarebbe potuto avvenire se, a compimento di quel folle progetto detto business park, oltre 350 mila mq di territorio fossero stati impermeabilizzati».

Inoltre, secondo il comitato la decisione dell'amministrazione di ridurre le aree destinate allo sviluppo industriale del territorio non rappresenta in alcun modo un impedimento alla crescita economica della città. «Se ci guardiamo intorno - proseguono i rappresentanti del comitato - sia a Pescia, sia nei comuni vicini vediamo capannoni industriali ed artigianali chiusi, abbandonati al totale degrado da chi nel passato aveva promesso numerosi posti di lavoro. Per restare nella nostra zona industriale di Macchie di San Piero, vogliamo ricordare che anche qui ci sono diversi stabilimenti abbandonati, che potrebbero essere recuperati ad attività produttiva da imprenditori capaci. Inoltre dal 1999 c'è un'area di espansione produttiva prevista dal Prg che nessuno ha mai sfruttato per creare attività produttive. Ma allora di cosa si parla quando si invocano futuri sviluppi della città?».

Secondo il comitato, infatti, non è assolutamente vero che con la variante al piano strutturale in riduzione sul business park non viene lasciata una possibile espansione delle attività non agricole, così come ampiamente sostenuto dalle opposizioni che non hanno votato l'avvio del procedimento, documenti mostrano un'area di circa 80 mila mq tra l'attuale zona di Macchie di San Piero, via Ricci e via Romana, la quale rimane a disposizione per i futuri piani operativi, ad uso di qualsiasi attività artigianale o commerciale che vi si volesse impiantare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa