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L’idea: il brand della carta per rilanciare Pescia

L’idea: il brand della carta per rilanciare Pescia

Museo, Fondazione Collodi e associazione Terraviva chiedono che la città punti sull’industria tradizionale del territorio

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PESCIA. La carta diventi il brand di Pescia, vale a dire l'elemento identitario della città. A lanciare la proposta all'amministrazione comunale sono il Museo della carta, la Fondazione nazionale Carlo Collodi e l'associazione progetto Terraviva onlus, i cui rappresentanti si sono incontrati fa nell'antico "opificio Le Carte", a Pietrabuona, recentemente restaurato, alla presenza del sindaco Oreste Giurlani e della stampa.

L'idea, intorno alla quale i tre soggetti si sono trovati concordi, è quella di fare proprio della carta il "tema forte per la città", in vista della presentazione del piano operativo della cultura, che avverrà entro febbraio 2017. La carta, infatti, fin dal 1400 rappresenta l'elemento centrale della storia sociale, economica e culturale della città, anche se spesso tende ad essere dimenticato. «Proprio in questa piccola porzione di territorio - ha ricordato Roi Giorgi, presidente dell'associazione Terraviva - è nato il piccolo distretto cartario, che poi si è spostato e ha fatto grande la Lucchesia. A partire da questo progetto si potrebbe restituire a quella che è stata l'imprenditoria fiorente della zona una nuova vita».

E i segnali, a dire il vero, ci sono tutti. Grazie alle competenze ancora presenti in Valleriana, il Museo della carta ha dato vita ad un gruppo di pratici, composto da maestri cartai, filigranisti, cucitrici, che si occuperà di riprendere una produzione di alta qualità di carta fatta a mano filigranata. E la Fondazione Collodi, che ha tra le sue attività anche quella editoriale, preme perché sulla carta torni a fondarsi l'identità di Pescia. «Quando editammo l'edizione monumentale di Pinocchio, in occasione del centenario - ha ricordato Pierfrancesco Bernacchi, presidente della Fondazione - non siamo riusciti a trovare sul territorio una carta all'altezza delle nostre esigenze, lo stesso è accaduto recentemente quando abbiamo editato il Pinocchio a fumetti». Il fatto di scegliere come tema unificante quello della carta «non vuol dire che debba schiacciare tutti gli altri». La precisazione è giunta da Paolo Carrara, presidente del Museo della carta. A differenza di altri temi, infatti, la carta si presta a dialogare in maniera semplificata e versatile con altri ambiti della cultura, da Pinocchio che aveva l'abitino di carta, agli archivi e le biblioteche la cui fortuna ruota intorno ai libri. Al sindaco l'idea è piaciuta e ha garantito il proprio impegno affinchè la carta diventi una sorta di brand di Pescia, proprio a partire dal suo inserimento nel piano della cultura.

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