Il dolore
Maltempo, Valdinievole in ginocchio: «Tutta la notte a togliere l’acqua»
Alluvione, i drammatici racconti di due famiglie di Molin Nuovo (Chiesina Uzzanese) e Pittini (comune di Buggiano)
CHIESINA. La drammatica notte insonne degli abitanti di Molin Nuovo, nel comune di Chiesina, è iniziata alle 23 di venerdì 18 novembre, quando l’acqua ha iniziato ad entrare nelle case. Scenario simile un chilometro in linea d’aria più a est, in via Torino a Pittini, non lontano da Traversagna. E il pensiero è corso subito all’ottobre 1990, l’anno in cui uscì la Pescia e l’alluvione in Valdinievole fu drammatica al punto che l’acqua invase pure la carreggiata dell’autostrada Firenze-Mare. Una notte campale, quella fra venerdì 18 e sabato 19 novembre, a togliere l’acqua con scope e secchi, in attesa che arrivasse qualcuno della protezione civile.
«Abbiamo spazzato l’acqua tutta la notte - racconta Paola Pacca - Siamo sopra il torrente e l’acqua già dalle 23 filtrava dai muri dietro. Siamo riusciti a tenere l’acqua sempre a un livello abbastanza basso, perché si toglieva ogni volta. Ma i vicini di casa, la famiglia Vannini, stavano dormendo e abbiamo dovuto svegliarli noi. Quando sono scesi al piano terra ne avevano già cinquanta centimetri». Molin Nuovo è un piccolo gruppo di case di campagna posto più in basso rispetto all’argine del fiume Pescina. I residenti non ricordano che il torrente sia mai venuto fuori.
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«Questa volta è andata peggio che nel ’90, ma non ci sono state rotture o superamenti dell’argine del Pescina. L’acqua è venuta dai corsi d’acqua minori che scorrono nei campi e vanno nel Pescina. Non ha trovato sfogo e si è riversata verso la zona più bassa». Anche la chiesa del Rosario è rimasta allagata. «Per fortuna la protezione civile è arrivatra presto - prosegue la donna - Prima non arrivavano ma poi abbiamo chiamato il sindaco e si sono attivati subito. Prima ci hanno dato i sacchetti di sabbia, poi sono venuti a svuotare». Le famiglie sono riuscite a salvare le auto mettendole in tempo in una strada vicina più alta.
Non è andata altrettanto bene alla famiglia Manzini, anzi alle famiglie, visto che in via Torino a Pittini (Buggiano) ci abitano, in due diversi appartamenti, sia Massimo Manzini con la famiglia che il suocero. Qui ieri in tarda mattinata ancora l’acqua non era defluita e nelle due abitazioni ce n’era una ventina di centimetri, ma dopo aver raggiunto nella notte anche i 40 centimetri.
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«Abbiamo lavorato tutta la notte - dice Massimo Manzini - e non solo per togliere l’acqua da casa. Alle 2 abbiamo iniziato a chiamare la protezione civile, poi il Comune, poi la Provincia. Dopo ore è arrivata un’idrovora della protezione civile che non funzionava perché non veniva utilizzata da mesi. Più tardi dal Comune hanno mandato un operaio con l’Ape: l’ho fatto andare via perché non poteva rendersi utile in alcun modo. Il problema non era solo quello di pompare l’acqua, ma di dove buttarla, visto che intorno c’è un lago con l’acqua alta».
«La situazione qui è drammatica. La mia casa è inagibile, mobili ed elettrodomestici sono da buttare via». Molti danni anche nella rimessa che si affaccia sul giardino e lo stesso giardino, come mostrano alcune foto pubblicate in queste pagine. Per le famiglie di Pittini e di Molin Nuovo, come per altre dei comuni della Valdinievole che hanno subito gravi danni, adesso non resta che sperare che i sindaci chiedano la calamità naturale per riuscire ad ottenere i rimborsi.
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