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Evasione, il Comune conta di recuperare quasi un milione

Ricorso perso, pronto l’appello in commissione tributaria Biscioni: «Amministrazione troppo ottimista sugli incassi»

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PESCIA. «Non si può fare un processo politico ad un processo tributario». Lo ha dichiarato l'assessore alle finanze Roberto Peria, nel corso della seduta del consiglio comunale di mercoledì, a proposito dell'azienda pesciatina che ha vinto il ricorso contro il Comune avverso ad una cospicua somma da pagare in merito alla tassa dei rifiuti. Il tema è stato introdotto da un'interrogazione del gruppo consiliare di Forza Italia, nella quale veniva paventato il rischio - qualora altre similari sentenze fossero state emesse - di mancati previsti introiti per il Comune. Pur non volendo entrare nel merito della sentenza, Peria ha esposto il risultato finanziario delle "azioni di recupero dell'evasione fiscale" messe in atto dall'amministrazione relative al 2015. «Abbiamo incassato, solo per il 2015, all'incirca 367.000 e abbiamo in corso rateizzazioni per circa 127.000, che sommate restituiscono quasi mezzo milione di incassi - ha detto - inoltre abbiamo delle sentenze favorevoli oppure avvisi definitivi che non sono stati opposti dai privati o dalle aziende interessate per quasi 500.000 euro, quindi sommate siamo di fronte a cifre milionarie». Poi ci sono i soggetti che avrebbero dovuto pagare i tributi comunali e non lo hanno fatto, nei confronti dei quali è stato avviato il procedimento di riscossione coattiva, i ricorsi ancora da discutere e il contenzioso che l'amministrazione appellerà in commissione tributaria regionale che vale 463.000 euro. «Riconosco al vicesindaco Peria l'atteggiamento prudenziale nel prevedere gli incassi - ha replicato il consigliere Luca Biscioni - ma se il Comune avesse sbagliato nel metodo e non nel merito per quanto riguarda l'esigibilità dei crediti, le sentenze non sarebbero appellabili e tutte le richieste sarebbero inficiate. Quindi è importante stabilire, al fine di prevedere gli scenari futuri che verrebbero a determinarsi se l'errore è stato nel merito o nel metodo». Al 7 novembre le spese di soccombenza in tutti i ricorsi che l'amministrazione ha subito nel 2015 ammonta a 3.500 euro ha rassicurato Peria, inoltre, proprio in merito al ricorso vinto l'amministrazione ritiene di avere ragionevoli motivazioni con cui appellarsi in commissione regionale e in cassazione, se fosse necessario, tale è la convinzione della bontà del lavoro svolto dagli uffici finanziari.

Maria Salerno

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