Il Tirreno

Montecatini

PAURA IN VIALE VERDI

Il bandito degli hotel colpisce ancora

Massimo Donati
La reception dell’hotel Nizza et Suisse, dove l’altra notte è avvenuta la rapina (Forto Nucci)
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La reception dell’hotel Nizza et Suisse, dove l’altra notte è avvenuta la rapina (Forto Nucci)

Minacciato con una pistola e rapinato da un finto cliente il portiere di notte del “Nizza et Suisse” di viale Verdi

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MONTECATINI. «Dammi i soldi o ti sparo alle gambe. Dammeli, ne ho bisogno. Mia moglie ha il cancro, si deve operare». Attimi di terrore quelli vissuti dal portiere di notte del Grand Hotel “Nizza et Suisse” di Montecatini, che, così com’era accaduto appena due giorni prima al suo collega del motel “Parco delle rose” di Chiesina Uzzanese, ha visto trasformarsi quello che sembrava un normale cliente in un bandito armato di pistola.

Il colpo nel Gran Hotel di viale Verdi è stato messo a segno attorno alle 2,20, nella notte fra sabato 12 e domenica 13 novembre. A compierlo, secondo gli investigatori dei carabinieri che gli stanno dando la caccia, lo stesso rapinatore che ha agito attorno alla mezzanotte di giovedì a Chiesina. Magro il bottino ma tanta la paura per l’anziano portiere, un sessantacinquenne del posto che è riuscito a telefonare ai carabinieri solo quando le gambe sono tornate a reggerlo per permettergli di alzarsi dalla poltrona in cui, una volta rimasto solo, era sprofondato tremante. E ai militari dell’Arma, accorsi sul posto, ha raccontato quello che era accaduto.

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Dopo aver suonato il campanello, il bandito è entrato nella hall fingendosi un cliente. Si è diretto verso il bancone e ha chiesto una camera. Vestito normalmente, sulla quarantina, capelli rasati, italiano, nessuna inflessione particolare nel parlare, non ha destato sospetti nel portiere di notte: una richiesta normale. Così come normale è apparsa la richiesta di bere qualcosa prima di andare a letto. Il portiere è andato al bancone del bar, gli ha servito il drink e poi è tornato alla reception per consegnare le chiavi di camera al cliente. Che, all’improvviso, si è trasformato in un rapinatore armato.

Lo sconosciuto ha aggirato il bancone e ha puntato la pistola alle gambe del terrorizzato portiere di notte, gridandogli che gli avrebbe sparato se non gli avesse consegnato tutti i soldi che c’erano in cassa: gli servivano per far curare la moglie malata di cancro, gli ha detto. In cassa però c’era poco, solo 150 euro all’incirca, destinati più che altro a fare qualche resto ai clienti più mattinieri che prima di andarsene magari vogliono fare colazione. E così il bandito ha preteso che il portiere gli consegnasse anche il denaro che aveva nel suo portafogli: un centinaio di euro. Solo a quel punto ha girto sui tacchi e se n’è andato imboccando la porta che dà su viale Verdi. Lasciando il portiere tremante accasciato in una poltrona.

Una volta dato l’allarme, sul posto sono accorsi i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile, seguiti dopo poco dai colleghi specializzati nei rilievi scientifici che, per prima cosa, hanno imbustato e sequestrato il bicchiere con cui il rapinatore aveva bevuto il suo drink. Così come avevano già fatto con il bicchiere da cui aveva bevuto due notti prima a Chiesina prima di mettere in atto la stessa tecnica per rapinare il portiere del motel.

Al vaglio degli investigatori dell’Arma ci sono anche le registrazioni delle numerose telecamere della zona, che potrebbero aver ripreso il bandito prima che entrasse nell’hotel o mentre si dileguava dopo il colpo. All’interno del “Nizza et Suisse” non c’è un sistema di videosorveglianza, anche perché ormai nelle casse degli hotel, in cui tutti pagano con le carte di credito, è raro trovare contanti. Il Grand Hotel delle telecamere le ha, ma sul retro, installate qualche anno fa in seguito ai ripetuti furti ai danni delle strutture ricettive di Montecatini.

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