Il Tirreno

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Un polo commerciale nel futuro dell’ex Balducci

di Luca Signorini
Un polo commerciale nel futuro dell’ex Balducci

Ancora niente di definito per la riconversione di stabilimento e punto vendita Ma il sindaco di Pieve ricorda che la variante urbanistica è ancora in vigore

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PIEVE A NIEVOLE. «In questo momento non possiamo dare risposte alle sue domande in quanto stiamo aspettando che gli organi della nostra procedura di risoluzione della crisi d'impresa completino le loro attività». La domanda era semplice: che fine faranno il grande stabilimento produttivo e il punto vendita di via del Melo della Balducci Spa? A rispondere al Tirreno in quelle poche righe è Iacopo Nucci, direttore generale della storica azienda di calzature per bambini che il 23 marzo scorso, dopo 82 anni di attività, ha fermato la produzione e aperto la procedura di mobilità per tutti i 45 dipendenti, tra operai e amministrativi. E che poi, dopo un mesetto ha venduto il solo marchio all’azienda marchigiana Asso, nonostante gli appelli pubblici e le numerose riunioni nella sede della Regione Toscana che hanno tentato di scongiurare fino all'ultimo il de profundis dell'industria. Che però, in definitiva, ha deciso di fare cassa e spegnere i macchinari.

La grande sede di Pieve, quindi, resterà chiusa ancora per un bel po'. Si risolve così l'interrogativo di tanti cittadini che in questi mesi si sono chiesti quale poteva essere il futuro di quelle superfici. Un futuro che comunque, almeno da un punto di vista urbanistico, è già più o meno tracciato: perché il sito in questione prevede sia un insediamento produttivo che di natura commerciale. «La variante urbanistica sull'area, approvata nel 2012, tra l'altro sollecitata dalla stessa Balducci, è ancora in vigore - spiega il sindaco di Pieve, Gilda Diolaiuti - quindi chiaramente può essere ripresa la produzione industriale. Ma è concepita dagli strumenti di pianificazione anche una riconversione a carattere commerciale di una vasta superficie, ovvero l'ampliamento dell'attuale stabile che ospitava l'outlet Balducci per la vendita della scarpe da bambino più altre opere, come la realizzazione di un parcheggio e di un riordino viario nella zona di via del Melo. Potrebbe quindi nascere un polo commerciale per le calzature da bambino. Da quando la ditta ha venduto il suo marchio, trattando certo in malo modo tutte le istituzioni coinvolte nella risoluzione della crisi, noi in Comune non abbiamo sentito più nessuno. Quindi per ora è tutto fermo».

Il rischio è che la sede dell'ex Balducci diventi una cattedrale nel deserto. Quanto ai lavoratori licenziati, 5 o 6 (addetti alla contabilità) vedranno terminare il pagamento del loro stipendio il 31 dicembre, gli altri (una quarantina) sono già inseriti nella procedura di mobilità. Alcuni hanno trovato un nuovo impiego, altri (la maggioranza) no. E si tratta di lavoratori tra 45 e 50 anni, lasciati a casa 8 mesi fa dalla proprietà e che per strappare un altro contratto avranno parecchio da penare.

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