Sicurezza
Tagli sì, ma contenuti alle Terme
Azienda e sindacati verso un piano “soft” per i dipendenti
PESCIA. Tagli (economici e non), ma senza far troppo male ai dipendenti. E’ questo lo spirito che sembra aver caratterizzato l’incontro di ieri tra Terme e sindacati. I vertici dell’azienda di viale Verdi hanno prospettato ai rappresentanti dei lavoratori una serie di ipotesi che, con un gioco di finanza creativa, hanno l’obiettivo di dare qualche sollievo alle casse termali senza che i dipendenti ne risentano in maniera troppo incisiva. «Per ora – spiega Luisella Brotini, Filcams – ci sono state solo elencate alcune proposte, che la società, poi, ci formalizzerà in vista di un successivo incontro». «Sul tavolo – aggiunge Aniello Montuolo, Fisascat – è stato messo di tutto, ma per ora niente di troppo chiaro». Di certo si sa che l’azienda vorrebbe intervenire in una triplice direzione. La prima, in realtà, sarà probabilmente un “non intervento”, in quanto le Terme sarebbero disposte a non andare a toccare gli accordi sulle indennità riservate ai “lavoratori speciali” (o “disagiati”), ovvero quei manutentori e caldaisti che devono garantire la reperibilità anche in orari extra-lavoro, oppure gli addetti alla pulizia dei fanghi. La seconda riguarderebbe invece la parte economica («Ma si tratta di cifre comunque piccole e con parametri da discutere», spiega Brotini) e che porterebbe talune voci “straordinarie” a passare da fisse a variabili. Per fare alcuni esempi: se finora un lavoratore prendeva in busta paga un premio di indennità ogni 3 o 6 mesi (derivante da accordi firmati dagli anni ’50 a oggi), adesso potrebbe ottenerlo solo a fronte di certe condizioni o al raggiungimento di certi risultati. Infine la parte non economica, comprendente alcuni “privilegi” che l’azienda non ritiene più sopportabili. Le Terme non sarebbero più disposte a pagare un lavoratore che sta qualche ora in più a casa dopo aver lavorato di domenica.
David Meccoli
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