Il dolore
Il Comune pagherà il 70% dell’affitto a sette nuovi negozi
E il prossimo anno il contributo verrà esteso alle attività aperte almeno da dieci anni e che non cedono alla crisi
MONTECATINI. Non ci sono solo coni d’ombra nel commercio cittadino e per un bar Biondi che chiude i battenti ci sono sette attività che, grazie anche a un sostegno economico del Comune, sfidano la crisi e provano a tirar su la saracinesca in fondi talvolta sfitti da anni. In 13 avevano partecipato al bando comunale per la “erogazione di un contributo per la riduzione del canone di affitto a favore di imprese per l’apertura di nuove attività”. L’importo messo a disposizione dell’amministrazione ammonta a 100.000 euro, necessario a coprire il 70 per cento dell’affitto con al massimo 700 euro al mese per la durata di un anno. In realtà, a causa di negozi esclusi (per aver avviato l’attività in una data antecedente alla pubblicazione del bando), non ammessi a causa del mancato raggiungimento del punteggio minimo e “bocciati” per la documentazione non regolare, la cifra che sarà versata sarà di 54.600 euro.
A “vincere”, alla fine, sono stati 4 negozi di abbigliamento o calzature (“Cosa mi metto” e “Crust” di corso Roma; “L’isola che non c’è” di piazza 20 Settembre; “Mari Boutique” di via San Martino), 2 pubblici esercizi (“Habitat” e “Pizza dal Pazzo” di viale 4 Novembre) e un artigiano (acconciature “Evigiò” di via Toti). «E’, per loro – commenta l’assessore alle attività produttive Helga Bracali – un punto di partenza. Ora spetta a loro far funzionare l’attività».
Anche perché, è bene sottolinearlo, se da una parte i negozi riceveranno in anticipo (a gennaio) il contributo pubblico per tutti e 12 i mesi (e si va da 6.720 a 8.400 euro), dall’altra dovranno fare una fidejussione assicurativa che garantirà l’eventuale rimborso al Comune qualora l’attività dovesse chiudere prima di due anni (era una delle condizioni previste).
Certo, dispiace rovinare la “festa”, ma è inevitabile parlare con l’assessore anche della chiusura del bar Biondi. «L’ho saputo solo domenica – dice Bracali – e mi è stato detto che è in atto un contenzioso tra proprietà e affittuario. Dispiace sia perché si tratta di un caffè storico, sia perché la notizia arriva proprio in questo periodo, sia per chi perde il posto di lavoro. Speriamo almeno che le parti riescano a trovare un accordo di transizione che scongiuri la chiusura immediata».
E mentre si viene a sapere che sono in fase di liquidazione anche altri due negozi di corso Matteotti e uno di borse di via del Salsero, oltre al punto vendita Swarovski del Gambrunus, l’assessore lancia un’idea da sviluppare il prossimo anno. «Con altri 100.000 euro a disposizione potremmo finanziare sia le nuove aperture, sia dare un sostegno alle attività aperte da almeno 10 anni e che resistono nonostante la crisi».
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