Lutto
Dal sacrificio di Pilù nasce una petizione nazionale
Pescia, l’iniziativa della trasmissione Le Iene, che si è occupata del caso del cagnolino seviziato e ucciso
PESCIA. «Noi vorremmo, signor Presidente del Consiglio, che gli animali fossero considerati autonomi esseri viventi, dotati di sensibilità psicofisica e capaci di reagire agli stimoli del dolore». Si rivolge direttamente al capo del governo Matteo Renzi, l'inviata della trasmissione Mediaset "Le Iene", Nina Palmieri. E nella puntata andata in onda domenica scorsa - proprio nel giorno in cui a Pescia si è tenuta una fiaccolata di solidarietà verso tutte le vittime della crudeltà umana - si torna a parlare della Pinsher nana seviziata ed uccisa da un giovane di 27 anni, che ha anche ripreso con il telefonino l'agonia della cagnolina.
Pilù, proprio come Angelo a Sangineto, in provincia di Cosenza, è diventata una bandiera, un simbolo della lotta contro ogni forma di violenza. E, su questa scia, anche "Le Iene" hanno lanciato una petizione sul sito www.change.org, diretta al Presidente del Consiglio ed anche al Ministro della giustizia, Andrea Orlando, dal titolo "Fermiamo la violenza sugli animali", firmata al momento da oltre 155.000 persone.
«Nel diritto italiano - continua Palmieri, quasi al termine dell'intervista della ex fidanzata dell'uomo che ha ucciso Pilù - ancora oggi gli animali sono relegati nel rango delle cose». La petizione, in sostanza, chiede la modifica del titolo nono bis del Codice penale, affinché non sia più rubricato come “Dei delitti contro il sentimento per gli animali", bensì come “Dei delitti contro gli animali”.
L'obiettivo, come si legge nel testo della petizione, è quello di introdurre delle "modifiche volte a dare maggiore efficacia concreta alle norme, al fine di prevenire e reprimere episodi di crudeltà contro gli animali" ed anche di "norme che puniscano la pubblicazione in rete di immagini ritraenti scene di violenza o maltrattamento contro gli animali". Tutto questo in un'ottica di tutela non solo degli animali, ma anche delle persone.
«Come dimostrato dagli studi di psichiatri di tutto il mondo - afferma Palmieri - per chi commette con tanta crudeltà degli atti contro gli animali, arrivando ad ucciderli, è molto probabile uccidere anche le persone a cui sono stati legati e che considerano più deboli». E proprio in questa visione più ampia si sta muovendo anche la Valdinievole. Ad aprile 2017, infatti, a Montecatini, verrà organizzato un convegno nazionale, organizzato da Liv Toscana, dal titolo "Pericolosità sociale e maltrattamento animale". «Chi commette un crimine verso un animale - dice la coordinatrice regionale, Giulia Fiori - è un potenziale pericolo pubblico per tutti. Smettiamola quindi di sminuire i reati verso gli animali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
