Sicurezza
Noi aspettiamo i progetti prima di esprimerci
Raddoppio ferrovia, l’assessore regionale Ceccarelli respinge le critiche: «Attenti però a non perdere un’occasione srtorica»
MONTECATINI. Meglio non perdere troppo tempo con i tuttologi. Loro le soluzioni ideali basate su non si sa quali approfondimenti ce l'hanno sempre a portata di mano. L'assessore ai trasporti della Regione Toscana, Vincenzo Ceccarelli, non vuole unirsi al coro di quelli che la sanno sempre più lunga degli altri, ma la risposta all'invito a “battere un colpo” rivoltogli dal segretario della Fit Cisl attraverso il nostro giornale non si fa attendere. «La Regione darà il suo parere sul secondo lotto del raddoppio ferroviario Pistoia-Lucca quando sarà il momento – dice l'assessore – come accade ogni volta che si realizza una grande opera di carattere nazionale, ma non parteciperò allo scontro tra localismi e “fazioni” che si è aperto e che sta rischiando di far sfumare un'opportunità irripetibile per il territorio».
L'assessore mette i puntini sulle “i” e prova a chiarire una volta per tutte. «Abbiamo fatto presente fin da subito che stiamo parlando di un'opera strategica per il futuro di una parte consistente della regione e ci siamo resi disponibili ad investire ben 250 milioni di euro nella sua realizzazione, sbloccando così anche fondi statali per un investimento complessivo di oltre 400 milioni. Riguardo all'attraversamento di Montecatini, in un recente incontro abbiamo chiesto a Rete ferroviaria italiana di verificare tutte le criticità presenti nell'area e proporre soluzioni. Adesso aspettiamo di vedere l'esito di questo lavoro, che è ancora in corso non perché si “temporeggi”, come sostiene Boni, ma perché sono ancora in corso rilievi e sopralluoghi».
Anche Ceccarelli però è preoccupato come il segretario di Fti Cisl per la situazione che si è venuta a creare a Montecatini. Il rischio è che venga messa in discussione un'opera strategica che è attesa da decenni. «Tuttavia - aggiunge Ceccarelli - mi stupisce è che la Cisl indichi la Regione come soggetto chiamato a decidere su questa questione. Quando sarà il momento daremo il nostro parere, ma oggi la partita riguarda la stazione appaltante, che è Rete Ferroviaria Italiana in quanto gestore dell'infrastruttura ferroviaria, e i Comuni attraversati dal tracciato». Dunque «la Regione non può sostituirsi ad Rfi. È necessario che gli amministratori locali trovino il coraggio di arrivare ad una sintesi, di superare paure e localismi, di affrontare la questione in maniera serena e razionale. In alternativa il rischio è che l'intero territorio - conclude l'assessore ai trasporti - perda un'occasione storica di sviluppo». (s.b.)
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