Il Tirreno

Montecatini

Brogioni è ottimista per la vendita delle Terme

di David Meccoli
L'amministratore delle Terme, Carlo Brogioni (Foto Nucci)
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L'amministratore delle Terme, Carlo Brogioni (Foto Nucci)

Già effettuate alcune visite esplorative a Montecatini e diversi gruppi industriali si sarebbero detti molto interessati

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MONTECATINI. La notizia era trapelata già nei giorni scorsi dopo un’intervista con l’assessore regionale al termalismo Federica Fratoni. Ora arriva anche la conferma dai vertici dell’azienda: c’è interesse da parte di alcuni gruppi all’acquisizione delle Terme.

È quanto ha detto ieri l’amministratore unico della società, Carlo Brogioni, durante la audizione alla commissione società partecipate del Comune, rivelando anche che alcuni operatori sono rimasti «folgorati» nel vedere le Leopoldine, dicendosi pronti a rilevare lo stabilimento e a portare «almeno 200.000 persone». L’Au spiega che negli ultimi tempi ci sono stati «diversi contatti» (più avanti dirà: «serie consistente di interessamenti»), anche se non fa nomi in quanto protetti da un «accordo di riservatezza sottoscritto». Le prime concrete «manifestazioni d’interesse sono attese per la fine di questo mese».

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Questi gruppi, spiega ancora Brogioni, «sono interessati da un duplice punto di vista: l’acquisizione diretta dei beni aziendali oppure delle quote azionarie dei soci (Comune e Regione, ndr)». Già giunte in società, invece, le richieste per acquisire il pacchetto “Gestioni complementari” (Torretta, tennis club e campo pratica golf): «Ma l’importo è troppo basso e per ora non vendiamo». Anche le Panteraie, ormai chiuse da mesi, hanno ricevuto l’interessamento da parte di una cooperativa che vorrebbe rilevarne la gestione, parco compreso: «Ma qui la società non è ancora rientrata in possesso del bene e stiamo trattando con i legali degli affittuari», dice Brogioni.

Ma per l’Au sono anche altri i segnali che inducono a pensare che «c’è più fiducia nel riuscire a risolvere le cose». L’attacco non è dei più confortanti: «Il bilancio 2015 ha chiuso con una perdita di 3 milioni e 58mila euro – racconta Brogioni – e soffriamo una cronica carenza di liquidità che non ci consente di tamponare i debiti e i problemi a immobili e impianti, soprattutto Tettuccio, Redi ed Excelsior». Fin qui niente di nuovo (a parte il dramma, che l’amministratore riconduce a quello che in passato è stato «il sacco delle Terme»). Ma poi il discorso scivola lungo direttrici più ottimistiche. «I 5 milioni che arriveranno dal Cipe e con cui il Comune acquisterà dalle Terme la Palazzina Regia – spiega l’Au – ci consentiranno in parte di tamponare la posizione debitoria e in parte di destinare risorse al miglioramento dell’offerta del prodotto e alla sua promozione».

Quindi Brogioni torna sul famoso servizio di Striscia la notizia, ma a sorpresa lo sfrutta in maniera costruttiva: «Ci dà lo stimolo per superare le nostre debolezze. Le critiche che ci ha fatto corrispondono alla verità, sta a noi dimostrare che possiamo fare di meglio e poi chiamarli di nuovo in città per riparare al danno che ci hanno fatto adesso». E anche i numeri contenuti nel bilancio possono essere interpretabili. «Alcune voci non erano mai state inserite, mentre noi abbiamo voluto sistemare tutto secondo un ordine di competenza. Inoltre, laddove a bilancio troviamo un valore totale di tutti gli immobili di 58 milioni di euro, l’ultima stima fatta da una società di revisione parla di 60 milioni solo per quelli ipotecati nell’operazione Bnl».

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