La protesta
Cisl all’attacco sul raddoppio: «La Regione sta a guardare»
Il segretario regionale Stefano Boni: «Il progetto in sopraelevata costerebbe 30 milioni in più e i binari sarebbero chiusi 2 anni. L’opera vada avanti ora che i soldi ci sono»
MONTECATINI. «La Regione fa l'attendista, ma non può stare alla finestra a guardare senza dire una parola. Quello che sta succedendo a Montecatini per il raddoppio della ferrovia non è accettabile. Tra contestazioni, localismi e progetti alternativi che spuntano come funghi si rimette in discussione e si ritarda di altri 2 anni un’opera attesa da 40. A tutto danno dei pendolari che ogni giorno usano il treno e dei posti di lavoro che si potrebbero creare».
Il segretario regionale della Fit Cisl Stefano Boni è preoccupato per lo stallo sul raddoppio dei binari a Montecatini. Tira in ballo la Regione e chiede all'assessore ai trasporti Vincenzo Ceccarelli di battere un colpo. «Le Ferrovie sono solo i gestori, chi ha l'ultima parola sul raddoppio è la Regione», insiste Boni. Ma la risposta non arriva. L'assessore Ceccarelli preferisce non ribattere. Forse meglio tacere mentre a Montecatini infuria la guerra tra comitati “no a raso” e “no soprelevata” e il sindaco Giuseppe Bellandi lancia la proposta alternativa del terzo lotto per l'attraversamento della città. «Conta il bene del territorio nel suo complesso», aveva detto salomonicamente l'assessore Ceccarelli qualche giorno fa. Il segretario della Fit Cisl storce il naso anche alla disponibilità all'ascolto dei comitati da parte di Rfi.
Il progetto alternativo di attraversamento di Montecatini in sopraelevata? Ribatte il segretario Fit Cisl: «Rfi lo doveva presentare entro il 31 ottobre. Non mi pare che sia ancora arrivato niente. E poi la Regione dovrebbe sapere che Rfi ha tutto l'interesse a non mettersi fretta. Ripartire dall’inizio, con la progettazione preliminare e altri studi di fattibilità per verificare se l'infrastruttura sia necessaria oppure no. Sono tutte cose che verranno messe nel conto finale da Rfi. E noi di Cisl siamo certi che la sopraelevata verrebbe a costare 30 milioni in più rispetto al raso con un’aggravante: i binari starebbero chiusi almeno 2 anni. Le conseguenze? Aumento del traffico, inquinamento e disagi a non finire per i pendolari». Insomma: il caos.
L'opera del raddoppio, dunque, deve andare avanti secondo Fit Cisl. E ci scappa pure un appello al sindaco Bellandi: «Io non voglio entrare nel merito della proposta del terzo stralcio. Una cosa però me la sento di dire: il problema della città divisa in due dalla ferrovia esiste già ora. I sottopassi non piacciono ai cittadini? Guardiamo avanti. Ora che i soldi sono stati stanziati vanno spesi».
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