Sicurezza
Ordinanza per “sigillare” la ex Kartos
Chiesta dalla Polizia municipale dopo il rinvenimento di letti e indumenti al primo piano dell’immobile
MONTECATINI. Lo avevamo scritto anche nei giorni scorsi: l’inverno sembra quest’anno più lontano che mai (nel mezzo del giorno le temperature vanno ben oltre i 20 gradi), ma la sera i primi freddi si cominciano a sentire o, comunque, sono ormai inevitabilmente alle porte. E tanti senzatetto si stanno organizzando per trovare un giaciglio improvvisato per la notte. Una di queste “ambite” destinazioni – lo si è definitivamente capito in questi giorni – è il vecchio edificio della Kartos.
[[atex:gelocal:il-tirreno:montecatini:cronaca:1.14339867:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/montecatini/cronaca/2016/11/01/news/addio-ai-ricordi-di-una-vita-circondati-dai-balordi-1.14339867]]
Al primo piano della storica fabbrica di via Tevere, di fianco ai vecchi uffici amministrativi – accedendo agevolmente dal lato di via Volturno, attraverso una delle tante aperture fatte alla rete perimetrale – la scorsa settimana abbiamo infatti trovato materassi, vestiti, scarpe, sedie, sacchetti e cumuli di rifiuti. Segnali inequivocabili di una qualche presenza umana. Ed è in questo contesto che era maturata l’aggressione che ha visto protagonisti due giovani di origine marocchina (uno, clandestino, si trova in carcere a Pistoia in attesa di essere espulso dal territorio nazionale). Cresce così la preoccupazione di chi, da quelle parti, ci vive. Prima c’era la questione dell’amianto (poi risolta con l’intervento d’ufficio da parte dell’amministrazione comunale, che ha fatto rimuovere le coperture in eternit), adesso la paura per gli abusivi che vi pernottano all’interno.
«La lite e i ferimenti dell’altra notte - dicono alcuni residenti - sono la punta dell’iceberg di una situazione che va degenerando, spaccio compreso. Le autorità sono al corrente e ci auguriamo che quanto prima intervengano duramente, perché così non si può più andare avanti».
La polizia municipale, comunque, si è già mossa. «Di persone che soggiornano nella vecchia fabbrica – dice la comandante Michela Cupini – ne abbiamo trovate a più riprese. Una volta c’era un gruppo di operai romeni, un’altra abbiamo notato resti di cibo e mozziconi di sigarette. Per questo abbiamo chiesto all’ufficio tecnico comunale di predisporre un’ordinanza che obblighi la proprietà a chiudere in maniera più stringente gli ingressi dell’edificio. Una procedura già seguita in passato con gli alberghi dismessi e occupati abusivamente. Il problema, però, è che in questo caso la proprietà non si fa trovare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
