Il Tirreno

Montecatini

Acque curative e fanghi: ai cinesi piacciono le terme

Acque curative e fanghi: ai cinesi piacciono le terme

Delegazione dello Yunnan incontra il sindaco Bellandi e l’assessore De Paola «Non sono venuti per comprare, sono interessati alle nostre acque della salute»

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Se un giorno la Cina sarà davvero più vicina forse potrebbe essere merito anche delle acque termali. Il sogno è quanto mai ambizioso, ma vale la pena di provarci. E ieri sono state gettate le prime basi di un percorso che, seppure non privo di potenziali trappole (qualcosa del tipo: diteci come fate, forniteci il know-how, poi ci pensiamo noi e arrivederci), presenta anche molti aspetti che lasciano aperta più di una porta. La prima di queste - e non nascondiamo che il pensiero era inizialmente andato proprio in tale direzione - potrebbe essere l’interessamento della delegazione del Paese del dragone (ieri in visita alla città) verso le nostre terme. Il gruppo arriva dalla città di Tengchong (regione dello Yunnan, al confine con la Birmania) del quale facevano peraltro parte i veri “decisori”: dal vicesindaco a quelli che potrebbero essere i nostri assessori allo sviluppo economico e all’urbanistica, fino ai direttori degli istituti del commercio e della cultura. Ma il sindaco Giuseppe Bellandi, da questo punto di vista, taglia corto: «Non abbiamo parlato di investimenti cinesi a Montecatini».

Detto questo, quello che è stato definito una sorta di “gemellaggio termale”, è comunque in grado di suscitare grandi speranze. «Sono loro che ci hanno cercato – spiega l’assessore al turismo Alessandra De Paola – e noi gli abbiamo presentato la nostra offerta termale. Anche nel loro territorio ci sono sorgenti termali, ma si tratta di acqua di origine vulcanica e prettamente orientata al wellness». Con Montecatini (e noi siamo stata l’unica destinazione termale toscana visitata) potrebbe quindi nascere una collaborazione che darebbe completezza al ciclo termale della loro clientela attraverso le nostre acque curative, i fanghi e tutto quanto legato al segmento sanitario.

«Ogni anno – dice De Paola – loro possono contare su milioni di turisti interni, che sono però interessati anche a benessere, cultura e sport. Io ho chiesto alla delegazione che si possa agire maggiormente sulla qualità e sulla permanenza media, visto che a Montecatini di cinesi ne arrivano tantissimi, ma si fermano normalmente solo un giorno».

David Meccoli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze