Il Tirreno

Montecatini

Città allagata dalla pioggia: il punto critico sono le fogne

Un’immagine di corso Roma trasformato in torrente (Foto da Facebook)
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Un’immagine di corso Roma trasformato in torrente (Foto da Facebook)

Il vicesindaco di Montecatini, Ennio Rucco: «La pulizia delle caditoie era stata avviata da tempo ma la rete sotterranea non riesce a smaltire grosse quantità d’acqua in poco tempo»

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MONTECATINI. Il termine in voga, negli ultimi anni, è “bomba d’acqua”. È suggestivo e rende bene l’idea di un rovescio di forte intensità concentrato in pochi minuti in un’area ristretta. In altri tempi si sarebbero chiamati temporali autunnali. Ma tant’è. Sia come sia, la pioggia caduta alle 19 di mercoledì 26 ottobre, per una mezzoretta, è stata davvero tanta. E le conseguenze ben visibili, a Montecatini. Sottopassi allagati e strade trasformate in veri e propri torrenti.

Niente di nuovo, alcune zone sono state sempre critiche a fronte di fenomeni atmosferici violenti. Come corso Roma, ad esempio. Un po’ per il fatto che è in discesa (venendo da via Lucchese) ma anche perché il reticolo fognario nel sottosuolo, che dovrebbe servire a “scaricare” l’acqua che arriva dal cielo, è vecchio (o forse è meglio dire “antico”) e, probabilmente, ostruito in diversi punti. Fatto sta che corso Roma era allagato, così come viale Diaz nella zona davanti al Cristallino (altro punto da sempre a rischio), o strade come viale Martini. Le reazioni dei cittadini, ai tempi dei social, sono state in alcuni casi veementi. E in molti hanno puntato il dito sul fatto che le caditoie erano tappate, e quindi non smaltivano l’acqua nel sottosuolo. «Non viene fatta la manutenzione preventiva», l’accusa più gettonata.

«L’opera di liberare le caditoie dalle foglie e dallo sporco - spiega il vicesindaco Ennio Rucco - in realtà è stata avviata da tempo. Probabilmente non è completata, ma c’è da dire che la bufera di mercoledì ha contribuito a far cadere un gran numero di foglie, che sono andate naturalmente a tappare le grate. Gli uomini del comune sono intervenuti, ma a complicare le cose c’è stato il fatto che nessun allarme era stato diramato dalla Protezione civile». Ciò significa che le squadre di intervento non erano state schierate preventivamente.

«Con il sindaco Bellandi abbiamo effettuato diversi sopralluoghi proprio in quei minuti. La nota positiva è che gli istituti scolastici hanno retto bene, compreso il tetto delle De Amicis, per il quale c’è bisogno di altri lavori di ristrutturazione. Qualche infiltrazione invece nella palestra di via Leonardo da Vinci e anche in municipio».

È lo stesso Rucco a confermare che le criticità maggiori provengono dalla rete fognaria. «In passato alcuni punti sono stati trovati ostruiti addirittura da tronchi d’albero, come successe nel 2009 al sottopasso dell’ippodromo. Per poter monitorare, e ripulire, l’intera rete servirebbero investimenti molto ingenti. E anche una dotazione organica che non possediamo. Un dato per tutti, per capire la complessità di questi problemi: solo per la manutenzione dell’enorme patrimonio verde della città è in corso un bando da 550.000 euro. Per un anno». (a.g.)

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