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stipendi e fornitori non pagati

San Domenico, nuovo gestore in difficoltà

San Domenico, nuovo gestore in difficoltà

PESCIA. La gestione della Cooperativa sociale Polima al San Domenico potrebbe avere i giorni contati. Secondo indiscrezioni, non confermate da fonti ufficiali, infatti, alla scadenza dei sei mesi di...

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PESCIA. La gestione della Cooperativa sociale Polima al San Domenico potrebbe avere i giorni contati. Secondo indiscrezioni, non confermate da fonti ufficiali, infatti, alla scadenza dei sei mesi di prova (che sarà a giorni) la cooperativa vercellese potrebbe vedere revocato il proprio incarico. Nel capitolato speciale, l'azienda pubblica, infatti, si riservava la facoltà di valutare le prestazioni della cooperativa prima di confermare la concessione di 5 anni o di contro procedere alla rescissione del contratto.

Sarebbero diversi gli obblighi contrattuali, che in questi mesi, Polima avrebbe dimostrato di avere difficoltà "ad onorare", tra i più evidenti la puntualità nel pagamento degli stipendi ai dipendenti e il pagamento dei fornitori.

Diversi sarebbero stati in questi primi sei mesi di gestione i tavoli di confronto sollecitati dalle parti sociali, che non nascondono la propria preoccupazione nel caso si verificasse la necessità di un nuovo affido della gestione della casa di riposo.

Quando fu bandita la gara, Polima fu l'unica a presentarsi. Probabilmente perché il canone di locazione è troppo alto. Se è alto è perché l'azienda pubblica ha necessità di onorare il piano di rientro con la Idealcoop, che gestiva il San Domenico prima di Polima. In questa fase delicata la preoccupazione e il disagio delle dipendenti è palpabile.

Quello offerto dal San Domenico è un servizio essenziale per la comunità, che non può essere interrotto.

Da anni, la gestione della struttura appare problematica. Il presidente del Cda, Nicola Romagnani, interpellato da noi, ha preferito mantenere una posizione di prudenza, in una fase che ha confermato però essere delicata. Secondo il bando, il Cda, a sua discrezione potrà concedere alla cooperativa un ulteriore periodo di mesi tre, al termine del quale, se sussistenti le medesime valutazioni circa l'operato svolto, l'Azienda pubblica procederà al recesso unilaterale dal contratto, senza che il concessionario possa vantare alcuna pretesa nei confronti del concedente. (m.s.)

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