Il Tirreno

Montecatini

Nencini e Gentile “spaccano” la città

Due cittadini contrari alla sopraelevazione mostrano i rendering dell’opera (Foto Nucci)
◗
Due cittadini contrari alla sopraelevazione mostrano i rendering dell’opera (Foto Nucci)

Montecatini, le dichiarazioni favorevoli al raddoppio ferroviario a raso scatenano i comitati pro e contro. Sensi al sindaco: «Dimettiti»

5 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Le dichiarazioni del viceministro Riccardo Nencini e dell’amministratore delegato Rfi Maurizio Gentile sul raddoppio della ferrovia, sabato mattina, 22 ottobre, a Pistoia durante il dibattito alla festa regionale dell’Avanti, non potevano passare inosservate a Montecatini. Hanno, in sostanza, lasciato poche chance alle ipotesi alternative al raddoppio “a raso”. Un no netto all’interramento, e parecchie perplessità anche sulla sopraelevata. «Se questa fosse stata l’idea iniziale, non ci saremmo tuffati in questa avventura», ha detto Gentile. Una frase che rende bene l’idea dell’aria che tira.

Sui social si sono scatenati dibattiti tra le varie fazioni. E quanto a interventi ufficiali, c’è da segnalare quello del comitato “Montecatini Domani”, sorto per testimoniare la propria contrarietà alla sopraelevata, e, in serata, quello inviato da “MontecatiniUnasola”, contrario invece all’ipotesi a raso. Non manca poi la polemica politica, con il “competitor” di Bellandi alle ultime elezioni, Riccardo Sensi, che chiede le dimissioni del primo cittadino e del suo vice; e il Pd che, invece, li difende a stretto giro.

Comitato no sopraelevata. “Montecatini Domani”, come ricordato, è nato per schierarsi contro la sopraelevata, ma anche per sollecitare azioni concrete a favore del rilancio della città e, in particolare, dell'area di piazza Gramsci, via Toti, piazza 20 Settembre e via Manin (la zona della stazione Centro). Ringrazia Rfi per aver chiarito la propria posizione in merito al progetto del raddoppio, e sottolinea: «L’amministrazione comunale afferma di voler lavorare ascoltando i cittadini. Anche noi siamo cittadini, abbiamo raccolto 200 firme e abbiamo inviato la petizione ai soggetti interessati, compreso il sindaco Giuseppe Bellandi. Ma la giunta comunale continua a ignorarci. Siamo lieti di sapere che, invece, Rfi ha ascoltato e valutato le voci di tutti, evitando di classificare i residenti della Valdinievole in serie A e serie B. I vertici delle ferrovie e la Regione Toscana stanno fortunatamente ragionando in termini di interesse per la collettività, anche da un punto di vista economico. Il nostro comitato, ci teniamo a evidenziarlo, è apolitico e apartitico. Ringraziamo comunque Forza Italia per averci ospitato sotto il gazebo in piazza del Popolo per raccogliere firme. Ribadiamo che la scelta della sopraelevata ferroviaria sarebbe scellerata sotto il profilo della sicurezza, oltre che anacronistica tenendo conto che in molte città le sopraelevate sono in via di smantellamento. Concludiamo affermando che avremmo preferito la soluzione interrata ma che, sicuramente, il raso costituirebbe una scelta più logica e razionale rispetto a un pachiderma di cemento che andrebbe a elevarsi in pieno centro cittadino».

Comitato no a raso. «Il viceministro Nencini - scrive il comitato che si batte contro il progetto originario - ha ribadito l'impossibilità della modifica di progetti già definiti e appaltati lodando il percorso di condivisione che ha portato alla realizzazione dell'opera. Noi come comitato eravamo presenti e abbiamo replicato duramente a Nencini e a Gentile in merito alla mancanza di trasparenza evidenziando che non vi è stata condivisione e che tutte le procedure sono avvolte da una preoccupante coltre di mistero. È stato fatto notare che l'Autorità Regionale per la Partecipazione, ha chiesto tre mesi fa a Rfi un incontro e ad oggi non ha ricevuto risposta».

«L'Ad Gentile ha poi affermato che la sopraelevata è possibile, ma soltanto per Montecatini, e che il fermo potrebbe essere di due/tre anni. Su questo c'è da puntualizzare che i tempi di realizzazione prospettati non sono realistici. Noi abbiamo avuto rassicurazioni in merito da progettisti di linee ferroviarie che ipotizzano tempi molto ridotti con la possibilità di lasciare in esercizio la linea. Tutti gli ostacoli messi in campo da Rfi sembrano avallare le prime ipotesi di raddoppio rese pubbliche dalla Regione che, irragionevolmente, è contraria a qualsiasi soluzione diversa da quella “a raso”. Gentile ha comunque rilevato la grande difficoltà progettuale che pone l'attraversamento di Montecatini, anche per l'ipotesi a raso, riferendosi agli ostacoli per la realizzazione di sottopassi». In considerazione della «confusione istituzionale e di comunicazione che si è creata», il comitato ritiene che sarebbe opportuno che Rfi e Regione «si prestassero al confronto democratico con le amministrazioni e con le comunità, mostrando soluzioni di alto profilo progettuale sia dal punto di vista architettonico che urbanistico».

Sensi. “Il muro delle occasioni perdute”: così il consigliere comunale di “Mi Piace Montecatini”, Riccardo Sensi, sintetizza il dibattito. Ricorda che «il viceministro Nencini afferma che la sopraelevata non si farà e dunque ci sarà l'attraversamento a raso con i muri che divideranno per sempre i nostri quartieri, e il vicesindaco Rucco replica che la giunta tutelerà la città. Mi viene da dire: troppo tardi. La giunta Bellandi doveva agire anni prima per garantire che il raddoppio fosse occasione di miglioramento del territorio e invece, come al solito, è stata supina alle scelte della Regione e del Pd in generale, come sulle terme».

Sensi afferma che il sindaco e il suo vice «sono chiamati a portare risultati e non chiacchiere, e se avessero sposato con più forza il progetto dell'interramento dal 2009 in poi, oggi, forse, le cose sarebbero diverse. In ogni caso ai cittadini interessano i risultati e dal 2009 la città è peggiorata in modo evidente. Sarà colpa di Severi, di Sensi, della meningite, della Regione o di chi altri, ma la musica è sempre la stessa. La città sta sprofondando e chi ci governa da quasi 8 anni è incapace di farla rinascere, limitandosi ad attribuire responsabilità a chi c'era prima. L'immobilismo, l'imperizia e la negligenza della giunta stanno definitivamente distruggendo Montecatini. E quando quest'amministrazione si muove, andando a giro a spendere inutilmente i soldi per promuovere un prodotto inesistente, è anche peggio. L'unico modo che Rucco e Bellandi avrebbero per tutelare la città è dimettersi».

Partito Democratico. Una richiesta subito rispedita al mittente dal Pd cittadino, che ribatte: «sfortunatamente per il consigliere Sensi la giunta non ha né approvato, né condiviso alcun progetto sul raddoppio ferroviario. Per il lotto di nostro interesse non esiste alcun progetto, neanche preliminare, e solo dal 2014 è stato inserito dal governo nel piano delle opere finanziabili. Tant'è che deve ancora tenersi il dibattito pubblico previsto dalla legge regionale sulla partecipazione. La Giunta, attivatasi da subito nel silenzio generale - Sensi compreso - dovrà attenersi alle delibere consiliari, che hanno trovato unanimità solo sul no al raddoppio a raso. Difatti, soltanto il Partito democratico si è addossato la responsabilità di una scelta, quella della sopraelevata, che Sensi definisce il “male minore”, come noi del resto, senza prendersi però la responsabilità di portarla avanti in luogo di strabilianti proposte su spostamenti e interramenti. Le dichiarazioni di Nencini le verificheremo quanto prima, ma deve essere chiaro che questa amministrazione va avanti secondo il mandato elettorale ricevuto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web