Il Tirreno

Montecatini

Contratti integrativi braccio di ferro fra Terme e sindacati

di David Meccoli
Contratti integrativi braccio di ferro fra Terme e sindacati

Solo un accordo eviterà lo sciopero in caso di nuovi tagli Intanto la società sta cercando un direttore sanitario

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MONTECATINI. Sarà un caso, ma proprio mentre oggi allo stabilimento Excelsior si parlerà di dimagrimento e regimi alimentari (ne parliamo nell’altro articolo), la società Terme prosegue dritta nella sua operazione “snellimento” del personale. E se lo scorso giugno a farne le spese furono 5 dipendenti (con lettera di licenziamento recapitata in piena stagione), adesso l’azienda si appresta a chiedere ai lavoratori un sacrificio generalizzato sul fronte busta paga. E intanto si mette alla ricerca di un direttore sanitario a partita Iva e da 15mila euro lordi l’anno. Ieri i sindacati hanno avuto un primo approccio con la direzione societaria dove sul tavolo sono stati messi i contratti integrativi, ovvero quegli accordi di secondo livello con cui il datore di lavoro ha, nel passato, concesso qualcosa in più rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale (stipendio, bonus, pause, permessi, orari di lavoro ecc.). «Ma per ora – dice Aniello Montuolo, Fisascat Cisl – non siamo entrati nel merito della questione. Ci hanno solo detto che vorrebbero fare una revisione degli integrativi: nel prossimo incontro, a novembre, vedremo cosa hanno in mente».

«Normalmente – spiega Angela Bigheretti, Uiltucs – sulla bilancia si mette qualcosa, nel momento in cui un’azienda chiede di tagliare stipendi o bonus per i lavoratori. Noi non abbiamo chiuso le porte a una trattativa, ma a oggi non ne sono emersi i termini. Certo è che se avessero intenzione di procedere senza prima trovare un accordo con noi lo sciopero sarebbe inevitabile». E che la spending review sia ormai la stella cometa della società di viale Verdi lo dimostra anche l’annuncio pubblicato ieri con cui l’azienda cerca il nuovo direttore sanitario (il “vecchio” rientrava negli esuberi di giugno). Il direttore che verrà, dovrà infatti «selezionare e gestire il personale medico e paramedico operante negli istituti termali; effettuare visite ai pazienti; garantire il rispetto delle normative in materia di accreditamento e rischio clinico; collaborare con il vertice aziendale per lo sviluppo della qualità e quantità dei servizi sanitari offerti; collaborare con l’azienda per lo sviluppo del centro benessere termale; essere attento alle esigenze della clientela e alla qualità dei servizi medici e paramedici erogati e delle connesse prestazioni sanitarie». Il compenso? Quindicimila euro lordi l’anno (oltre eventuale premio a obiettivi raggiunti), con contratto di collaborazione in regime libero professionale.

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