La protesta
Città termali insieme nella promozione con la nuova legge
La Regione regolamenta anche la gestione associata. L’assessore Alessandra De Paola: «Chiederemo la cabina di regia»
MONTECATINI. Regolamentazione della locazione turistica, aggiornamento dell’attività extra alberghiera e dei bed & breakfast, ampliamento delle attività esercitabili dagli alberghi, gestione associata intercomunale della promozione turistica per prodotto omogeneo (che per Montecatini significa trovare nuove forme associate con le altre città termali), individuazione di nuove strutture ricettive, accessibilità e sostenibilità. Sono soltanto alcuni dei punti più importanti inseriti nella proposta di legge che riscrive il Testo unico regionale in materia di turismo, approvata mercoledì scorso dalla giunta regionale.
«La legge in vigore dal 2000 – spiega l’assessore regionale al turismo, Stefano Ciuoffo – andava profondamente innovata per adeguarsi alle trasformazioni dell’offerta turistica, ma anche delle modalità nuove di pensare e organizzare un viaggio, basti pensare alle prenotazioni on-line o nuove forme di commercializzazione delle locazioni private e alla cosiddetta sharing economy. C’era un vuoto normativo che comportava un’assenza di norme di inquadramento generale nel sistema. Inoltre, ora sarà spostata l’attenzione esclusiva dalle città d’arte alla cosiddetta “altra Toscana” per valorizzare la nostra regione nel suo insieme».
Adesso il testo passerà all’esame del consiglio regionale per le sue valutazioni e dopo l’approvazione per il completamento della riforma occorrerà attendere l’emanazione del regolamento attuativo. Ma già ora è possibile fare un primo punto della situazione con l’assessore al turismo Alessandra De Paola su ciò che potrebbe cambiare per Montecatini (città che rientra a pieno titolo nell’altra Toscana cui faceva riferimento Ciuoffo).
«Con questa legge – dice l’assessore De Paola – la Regione cerca di regolamentare quel che finora è stato talvolta irregolare: dalla locazione di case e ville a tutto ciò che rientra nella sharing economy e che si poneva su un piano di concorrenza sleale con gli albergatori, per esempio sul pagamento della tassa di soggiorno. Una giungla non normata che ora metterà invece a confronto le diverse strutture dell’accoglienza, stabilendo regole più stringenti circa la soglia oltre la quale è necessaria una forma professionistica di gestione. Una situazione, questa, che abbiamo anche a Montecatini (sebbene non nei numeri delle grandi città d’arte) e che finora abbiamo cercato di combattere con il solo regolamento comunale, grazie al quale i nostri vigili hanno comunque fatto emergere diverse strutture addirittura prive anche di una Scia di inizio attività».
De Paola sottolinea poi come nella legge sia stato «scongiurato il pericolo di un proliferare di alberghi diffusi», ponendo come limite applicabile i soli borghi con un massimo di 5mila abitanti; semplificata la procedura per la somministrazione di alimenti e bevande da parte degli alberghi (prima erano necessarie due licenze diverse); data la possibilità di creare una omogeneità di prodotto. «Oltre che territoriale, esercitato nelle forme associate dell’Unione dei Comuni – spiega l’assessore – ora la Regione riconosce anche l’aggregazione per tipo di prodotto: per questo saranno presi contatti con le altre città termali come Chianciano e Casciana».
«In definitiva – conclude De Paola – si è trattato di scelte coraggiose da parte della Regione, anche se sicuramente le categorie avrebbero voluto ancora di più. Ora speriamo che Montecatini sia adeguatamente coinvolta nella futura cabina di regia turistica, visto anche il volume di presenze annue che si registrano nella nostra città».
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