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Montecatini

Nuova famiglia per l’assassino di Ramar

Nuova famiglia per l’assassino di Ramar

L’omicida di Lamporecchio a Garges aveva avviato un piccolo commercio, si era sposato ed era padre di due figlie piccole

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LAMPORECCHIO. Si era rifatto una vita in Francia, in quel comune di 40.000 abitanti, Garges-lès-Gonesses, nella “banlieu” a nord di Parigi. Si era sposato ed era diventato padre di due bambine. Una tranquilla esistenza da piccolo commerciante, ben protetto dalla sua comunità cingalese. Eppure quell’uomo tutto casa e famiglia aveva una condanna all’ergastolo sulle spalle. Per il brutale omicidio della sua ex fidanzata, commesso sei anni prima a Lamporecchio. È qui che la sera del 16 aprile Veniraj Mariyathas, 35 anni, aveva trucidato a coltellate Ramar Wijayaluchchumy, 36 anni. Un femminicidio, provocato dal fatto che lei lo aveva lasciato. Allora Veniraj andò a bussare alla casa dell’anziano ex sindaco di Lamporecchio, Getulio Cenci, di cui Ramar era la badante. E appena la ragazza aprì la porta, la colpì ripetutamente con furia omicida. E poi scappò a bordo della sua Fiat Punto. Si diresse subito verso il nord Italia, intenzionato a raggiungere la Francia dove poteva contare sull’appoggio di connazionali, forse parenti, pronti a nasconderlo, a “cancellare” le sue tracce.

Ma scomparire nel nulla è sempre un’impresa molto difficile. Soprattutto se ci sono investigatori che non dimenticano. Che sanno aspettare. Le indagini sull’omicidio, coordinate dal pm di Pistoia Giuseppe Grieco, furono avviate dai carabinieri della Compagnia di Montecatini e del Nucleo Investigativo di Pistoia. La Punto, segnalata nella banca comune alle forze di polizia europee aderenti a Schengen, venne recuperata dalla polizia cantonale elvetica una decina di giorni dopo i fatti e consegnata ai militari, che trovarono al suo interno ulteriori elementi a carico dell’omicida, in particolare le tracce di sangue della vittima. Altre prove che consentirono di raccogliere elementi schiaccianti sulla colpevolezza di Mariyathas, a carico del quale venne emesso un mandato d’arresto europeo, mentre la vicenda processuale si concluse con la condanna all’ergastolo nell’ottobre 2013.

Ma ecco che, passati altri tre anni, il cerchio si è stretto del tutto intorno a Veniraj. I Carabinieri sono riusciti a rintracciarlo a Garges il mese scorso, e giovedì 6 ottobre gli agenti della polizia giudiziaria di Cergy (dipartimento della Val d’Oise, che dipendono dalla direzione regionale della polizia giudiziaria di Versailles) sono andati a prenderlo nella sua abitazione. Ora è in prigione, in attesa della estradizione. Fine della corsa. (a.g.)

 

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