Gioco
Ferrovia: «È una vergogna l’assenza di visione unitaria»
M5S e Lega Nord all’attacco del sindaco di Montecatini e del deputato Fanucci «Incredibile pensare che le scelte a Pieve non influiranno sul Comune termale»
PIEVE A NIEVOLE. Usa l’arma dell’ironia il Movimento 5 Stelle di Pieve: «Ci offriamo volontari per dare un passaggio automobilistico alla sindaca Gilda Diolaiuti per andare a incontrare il sindaco montecatinese Giuseppe Bellandi per parlare della questione raddoppio ferroviario; tale offerta è rivolta anche al sindaco di Montecatini per incontrare la collega pievarina». Il tema è sempre lo stesso: raddoppio a raso o in sopraelevata, al centro di uno scontro tra i due primi cittadini.
«Troviamo infatti incredibile che per un'opera epocale come il raddoppio dei binari ferroviari, Comuni limitrofi e interessati direttamente alla questione non comunichino e non concordino una strategia - dicono i 5 Stelle - in questo momento in cui è in approvazione la (scellerata) Unione dei Comuni della Valdinievole e in molti auspicano la futura fusione dei Comuni, è sconcertante che un sindaco valuti l'impatto di una infrastruttura ferroviaria con il limite del confine del proprio Comune. Come può un sindaco pensare che le scelte inerenti il raddoppio che verranno fatte sul territorio di Pieve non influiranno anche su Montecatini, e come non può un onorevole (Edoardo Fanucci, ndr) non avere una visione progettuale della Valdinievole?».
Si registra poi anche un intervento della Lega Nord, che ritiene «debba essere realizzato uno stesso progetto per Montecatini e Pieve che escluda il raddoppio a raso e i sottopassi». «Riteniamo vergognoso - continua il partito - che Fanucci abbia saputo rispondere alla sindaca che Pieve si deve arrangiare e ingoiare il raddoppio a raso e relativi sottopassi perché il cantiere è aperto, e vergogna anche al sindaco Bellandi che ha sposato la tesi dei due progetti separati».(lu.si.)
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