Il Tirreno

Montecatini

Terme, 113 imprenditori chiedono le Leopoldine

di Martina Trivigno
Terme, 113 imprenditori chiedono le Leopoldine

Montecartini, petizione per ottenere un incontro con Regione e Comune: "I lavori al cantiere devono essere riavviati e ultimati". Disponibilità a collaborare con le convenzioni

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MONTECATINI. «Vogliamo che venga organizzato, a breve, un incontro congiunto urgente con Comune e Regione; e soprattutto, come condizione principale, vogliamo la ripresa dei lavori alle Leopoldine e la loro conclusione. Allo stesso tempo esigiamo un progetto di marketing, in grado di rilanciare il sistema termale di Montecatini sotto ogni profilo: commerciale, ludico e sportivo». A parlare, in occasione della conferenza stampa di ieri al ristorante “Don Chisciotte” di piazza del Popolo, è l'imprenditore Andrea Bonvicini, titolare dell'omonima boutique di corso Matteotti. Ma ad affiancarlo, in questa battaglia per il rilancio delle Terme e, di conseguenza, del turismo e del commercio, ci sono altri 113 imprenditori, firmatari di una petizione destinata, intanto, all'Ufficio Protocollo del Comune di Montecatini.

«Questa iniziativa - si legge nella lettera che accompagna la petizione - non ha né bandiere né colori politici. Noi, però, abbiamo deciso di non subire più. Siamo un gruppo forte e compatto. Non vogliamo promesse, ma fatti. Per questo chiediamo un incontro che garantisca alla città un futuro dove i “players” siano Comune e Regione Toscana. Non crediamo, infatti, in investimenti di terzi. I debiti devono essere ripianati e gli investimenti effettuati secondo un piano di sviluppo concordato. Chi ha sbagliato, paghi e rimetta in linea le Terme».

Secondo quanto spiegato da Bonvicini, i danni stimati per mancato guadagno si aggirano, ogni anno, dai cinque agli otto milioni di euro. E la crisi del sistema termale si ripercuote negativamente su tutte le attività, danneggiando, così, sia il settore commerciale che quello alberghiero. «Non è più possibile - continua - vendere un prodotto termale scadente. L'offerta della nostra città è insufficiente e allontana i turisti da Montecatini, ridotta, ormai, ad una mera città dormitorio. Il turismo è l'industria più importante del mondo ed il benessere non conosce crisi. Si tratta di attualizzare i prodotti in listino e modernizzare le strutture per creare un'offerta moderna ed appetibile per la clientela».

E poi i 113 imprenditori montecatinesi si rivolgono, nella loro missiva, direttamente ai due soci delle Terme. «Il sindaco Giuseppe Bellandi - affermano - ha bisogno di un forte supporto per cambiare lo stato delle cose. Per questo vogliamo andare, tutti insieme, in Regione. Non è ammissibile, infatti, che il socio di maggioranza si defili dal suo ruolo guida e scompaia, così come ha fatto negli ultimi cinque anni, lasciando incompleti i lavori alle Leopoldine e la città sprovvista di un progetto termale». Ciò che chiedono gli imprenditori montecatinesi è dunque chiaro: avere delucidazioni sul futuro delle Terme, volendo essere parte integrante di un progetto.

«Vogliamo essere attivi - dice Bovicini - e stabilire, ad esempio, delle convenzioni con gli stabilimenti termali. Intanto abbiamo preso contatti con il presidente di Apam, Dante Simoncini. Le potenzialità del settore termale, infatti, ci sarebbero. Adesso, però, occorre progettarle ed organizzarle attraverso un business plan ed investimenti sostenibili».

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