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Montecatini e Pieve, due progetti separati

La linea ferroviaria Pistoia-Lucca nel passaggio al confine tra Pieve a Nievole e Montecatini (Foto Nucci)
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La linea ferroviaria Pistoia-Lucca nel passaggio al confine tra Pieve a Nievole e Montecatini (Foto Nucci)

Raddoppio, Bellandi replica alla collega: «Per il primo lotto ci sono già i lavori, per il nostro invece tutto è ancora possibile»

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MONTECATINI. Una «netta separazione dei due lotti» di lavori, anche perché unire i progetti per Pieve e Montecatini è «un approccio scorretto». E soprattutto un nuovo progetto comporterebbe ritardi e costi aggiuntivi.

È così che il sindaco Giuseppe Bellandi risponde al primo cittadino di Pieve a Nievole Gilda Diolaiuti sul raddoppio della ferrovia. «Leggo con sorpresa la nota del sindaco Diolaiuti – dice Bellandi – e pur non volendo entrare in sterili polemiche di campanile, vorrei ribadire che nel mio intervento in Regione ho parlato di netta separazione tra i due lotti del raddoppio e me ne assumo la piena responsabilità. Questo non lo ha deciso Montecatini, è la realtà oggettiva delle cose e non mi opporrei di certo a una visione unitaria che però non ha trovato concretizzazione programmatica. Mi dispiace se i cittadini di Pieve sono scontenti, ma dobbiamo dire le cose come stanno: mettere assieme le due soluzioni progettuali è un approccio scorretto e i fatti lo hanno dimostrato nelle reazioni provocate. Per Montecatini si tratta di una progettazione da cominciare mentre per il primo lotto è conclusa e la realizzazione è in corso».

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«Per il primo lotto, che riguarda Pieve – spiega Bellandi – con il nuovo codice degli appalti sono vietate le varianti in corso d’opera di importi rilevanti, pertanto dovrebbero bloccare tutto e ripartire con un nuovo bando. Immaginate i ricorsi e ritardi che ciò comporterebbe? Per Montecatini, inserita nel secondo lotto, tutto è invece ancora possibile, anche se molto difficile. È chiaro che una sospensione dei lavori in attesa di un nuovo progetto determinerebbe un considerevole aggravio sia in termini economici che di tempo».

Poi il sindaco rivela che lunedì ha avuto l’impressione «che lo scopo dell’incontro fosse quello di far desistere Montecatini dalla richiesta di valutare la realizzazione della sopraelevata, in luogo del raddoppio a raso. Su questo punto però continuo a sostenere con forza la mozione condivisa da tutto il consiglio e la nostra volontà è di realizzare la sopraelevata, anche nel solo tratto di competenza di Montecatini».

Secondo i calcoli emersi durante l’incontro la sopraelevata da Pieve determinerebbe maggiori oneri, quantificabili in circa 92 milioni: 58 riguardano solo il primo lotto. Inoltre, i tempi di interruzione della tratta si allungherebbero notevolmente: 3-4 anni. Altri 34 milioni sarebbero per il secondo lotto (Montecatini-Lucca): 20 come costo differenziale della sopraelevata rispetto ai sottopassi e 14 quello del trasporto su gomma nei due anni di interruzione della tratta.

«Per Montecatini - dice ancora il sindaco - si è parlato di problemi di natura paesaggistica, dimenticando che il tratto interessato dalla sopraelevata non ricade in zona di vincolo e che il manufatto per lunghi tratti sarebbe schermato dalle costruzioni di altezza notevolmente superiore. Ci è stato anche detto che per due anni la linea ferroviaria dovrebbe essere interrotta con grandi disagi per l’utenza. Non credo che per realizzare poco più di un chilometro di sopraelevata, con strutture prefabbricate, occorra un tempo così lungo e comunque potrebbe essere utilizzata la stazione di Buggiano come capolinea lato ovest, riducendo la tratta da sostituire con bus».

«C’è necessità di un confronto serio con approfondimenti maggiori rispetto a quello che ci è stato presentato lunedì. La città aspetta da mesi di conoscere le soluzioni praticabili. A tal proposito è previsto un incontro a Roma dove formalizzeremo a Rfi la nostra posizione», conclude Bellandi.

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