Il dolore
Si paga solo quello che si consuma
Acque Toscane dopo la sentenza della Cassazione: «Il caso della Liguria è diverso»
MONTECATINI. La sentenza della Cassazione emessa venerdì a favore degli albergatori di Santa Margherita Ligure e Chiavari, relativa al sistema tariffario idrico, non ha niente a che vedere con la situazione di Montecatini.
«L'accostamento rilevato da Confconsumatori - spiega Luca Manna, portavoce dell’azienda Acque Toscane, che gestisce l'acquedotto di Montecatini - è del tutto arbitrario. Del resto, la materia è ostica e ci rendiamo conto che per i non addetti ai lavori possa risultare difficile comprendere il sistema di regolazione tariffario idrico che, tra l'altro, viene promanato dalla Aegsi e ratificato dall'Autorità Idrica Toscana. Nel caso di Montecatini, infatti, le bollette degli alberghi non necessitano una revisione o una compensazione, perché vengono applicate sull'effettivo consumo e non sul canone presunto. Vogliamo perciò rassicurare Confconsumatori: in Liguria, probabilmente, la fatturazione non è proporzionale ai consumi. Nella nostra città le aziende alberghiere non sono invece chiamate a pagare niente altro che il volume consumato. Abbiamo un sistema che, al contrario di quanto sostenuto da Confconsumatori, prevede l'attribuzione dell'utenza alberghiera a una determinata fascia esclusivamente sulla base dei consumi effettuati».
«Non esiste - conclude - alcun sistema di compensazione e perciò le bollette, a Montecatini, non andranno riviste. Siamo comunque disponibili a un confronto e ad aprire un tavolo per aiutare le associazioni a districarsi in questa difficile materia».
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