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Montecatini

Volley al veleno, il presidente minaccia: non torneremo più

Luca Signorini
Le azzurre sul parquet del Palaterme (foto Nucci)
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Le azzurre sul parquet del Palaterme (foto Nucci)

In corso le qualificazioni agli Europei. Proteste per le docce fredde e le tribune off limits

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MONTECATINI. Sembra che l’acqua delle docce uscisse piuttosto fredda, e che diversi dei cosiddetti “microfoni” (cioè i soffioni da cui esce il getto) erano da sostituire perché ammaccati. E a sostituirli ci ha pensato l’organizzazione, evidentemente a spese proprie.

Il problema è che al Palaterme ci sono quattro nazionali di pallavolo femminile, che da ieri sera a domani si sfidano sul parquet di Montecatini per le qualificazioni ai prossimi campionati Europei della disciplina. Le giocatrici di Italia, Austria, Lettonia e Ucraina, e con loro i tecnici, i dirigenti e tutti gli staff delle selezioni, si sono trovate di fronte un impianto non proprio infiocchettato. Elio Sità, che è il presidente della Federazione Toscana Pallavolo, si riserva qualche giorno per rilasciare dichiarazioni, ma una cosa gli sfugge: «A Montecatini è sicuro che non ci torno più». E a precisa domanda: il Comune? «Lasci stare», aggiunge, e poi chiude. Ciò basta per fare scoppiare un caso. Perché le battute appaiono emblematiche.

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E poi c’è la questione dell’agibilità del palazzetto dello sport cittadino. La capienza in sicurezza dell’impianto è pari più o meno a un centinaio di spettatori, e tra l’altro la determina comunale di concessione degli spazi (pubblicata giovedì) asseriva “che in relazione alla non conformità dei parapetti del settore ospite al primo livello (anello superiore) nonché della separazione tra zona sportiva e spettatori a livello piano gioco”, era necessario l’impiego di qualche steward per impedire l’accesso alle persone in questa precisa zona della struttura sportiva.

La responsabilità di ammettere al Palaterme fino a un massimo di 1.500 spettatori sulle tribune, si legge ancora sul documento, se la sono presa di concerto il sindaco Giuseppe Bellandi e la Fipav. Ma resta comunque un rischio, non è chiaro quanto calcolato. Per evitare qualsiasi patema d’animo, comunque, ci sarebbero anche i soldi (e l’intenzione), visto che l’opera di messa in sicurezza e di realizzazione dell’impianto di condizionamento (altro problema) è stata inserita dall’amministrazione comunale nel piano dei lavori pubblici anno 2016, che però tra tre mesi finisce. E visto anche il gruzzolo già destinato dalla Regione nel febbraio 2015: 60.000 euro a quanto pare finora fermi in un cassetto. Gli interventi dovevano terminare entro la fine dell’estate appena conclusa. Tempi da ricalcolare.

 

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