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Montecatini

Borse extralusso taroccate maxi sequestro della Finanza

 Borse extralusso taroccate maxi sequestro della Finanza

Denunciati otto imprenditori italiani: fabbricavano i prodotti venduti poi sulle spiagge della Versilia. Una decina di perquisizioni nei laboratori, eseguite anche a Montecatini

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VIAREGGIO. Producevano, distribuivano e commercializzavano borse e accessori in pelle di altissima qualità destinati alla ricca clientela delle spiagge di Forte dei Marmi e della Versilia. Oggetti di primissima scelta venduti fra sdraio e ombrelloni anche a sette-ottocento euro al pezzo. Ma che nelle vetrine arrivavano a costare più di cinquemila euro. Un mercato redditizio che sfruttava il prestigio delle più grandi maison della moda italiana e internazionale per fare affari d'oro. Ma su cui ha messo gli occhi la Guardia di finanza di Viareggio. E che ha portato alla denuncia a piede libero di nove persone (otto italiani e un senegalese) e al sequestro di oltre 123mila oggetti contraffatti e sette macchinari utilizzati per la loro produzione dislocati in mezza Toscana e in Lombardia, per un valore complessivo di oltre due milioni di euro. In particolare sono state una decina le perquisizioni, tra la Lombardia (Bergamo) e la Tosacna: Firenze, Mugello ma anche Montecatini.

Campionari sulla spiaggia. L'inchiesta ha preso avvio all'inizio di luglio, quando alcuni finanzieri hanno effettuato un sequestro ad un venditore abusivo sulla spiaggia di Forte dei Marmi. Fra la merce che il giovane senegalese proponeva alla ricca clientela molti oggetti di pregevolissima fattura che venivano venduti a prezzi che raggiungevano anche gli 800 euro. Come le copie quasi perfette delle celebri borse Birkin e Kelly realizzate da Hermes. Una rete di vendita che proponeva un campionario fotografico fra cui scegliere le “borse del desiderio” che venivano poi recapitate in un luogo appartato.

Una estesa rete di vendita. Partendo da questo primo sequestro, gli uomini delle Fiamme gialle sono risaliti al senegalese che aveva messo in piedi la rete di vendita in spiaggia e che i finanzieri ritengono il referente di un folto gruppo di venditori suoi connazionali.

Scalata la filiera. Tenendolo costantemente sotto controllo i finanzieri hanno individuato una serie di personaggi che producevano gli oggetti da vendere sulle spiagge (quasi esclusivamente borse o accessori in pelle di marca, tanto che l'inchiesta è stata ribattezzata "Luxury bags"). All'inizio di settembre è scattata la fase finale dell'operazione. Che ha portato alle dieci perquisizioni fra la Toscana (Montecatini compresa) e la Lombardia. Nella rete oltre al senegalese sono rimaste impigliate otto persone. Tutti artigiani o piccoli imprenditori italiani della pelle che realizzavano gli oggetti destinati al mercato del falso. Utilizzando quasi tutti i grandi marchi della moda: Hermes, Louis Vuitton, Chanel, Yves Saint Laurent, Balenciaga, Gucci, Valentino, Fendi, Gianfranco Ferrè, Prada e Tod's. Durante il blitz recuperati anche 215 cliché per la punzonatura dei marchi.

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