Il Tirreno

Montecatini

Terme, il piano soddisfa i sindacati

David Meccoli
Luisella Brotini della Filcams
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Luisella Brotini della Filcams

Il rilancio della gestione caratteristica prevede la salvaguardia dei posti di lavoro

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MONTECATNI. Un piano industriale incentrato sul rilancio della gestione caratteristica che ha lasciato tutto sommato i sindacati soddisfatti, al termine dell’incontro che hanno avuto con la proprietà delle Terme (presenti il sindaco Giuseppe Bellandi e l’assessore regionale Federica Fratoni). Nessuna impresa “faraonica”, né effetti speciali, come troppo spesso lasciato intendere in precedenti occasioni, ma un piano che, almeno apparentemente, appare sostenibile e che si propone di lasciare in vita la società almeno nel triennio 2016-2018. E soldi (pochi, se confrontati alle speranze, poi puntualmente rivelatesi vane, suscitate nei piani presentati negli ultimi anni) che non andranno a coprire alcun “buco nero”, ma che serviranno a rilanciare il termalismo con innovazione nei processi, attrezzature e messa in sicurezza degli immobili. Soldi che – non è una novità – arriveranno dal Cipe (via Comune, che acquisterà con 5 milioni la Palazzina Regia) e dalle Asl regionali (le cui convenzioni porteranno 500mila euro l’anno). Nel documento, però, sparisce la pratica Leopoldine: salvo miracoli il cantiere resterà un… cantiere. «Per la prima volta – dice Luisella Brotini, Filcams – vediamo un piano industriale che si pone l’obiettivo di rilanciare l’attività caratteristica, con investimenti mirati, e questo ci fa ben sperare, anche perché non si cerca solo di far cassa per tappare i buchi».

«Ci è stato ribadito – aggiunge Angela Bigheretti, Uiltucs – che l’intenzione è salvare le Terme e i posti di lavoro. E questo per noi è fondamentale».

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