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Da tribunale a scuola in due anni, e l’applauso della ministra Giannini - Fotogallery

La ministra Giannini all'interno della scuola (Nucci)
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La ministra Giannini all'interno della scuola (Nucci)

All’inaugurazione della nuova elementare “Arinci” anche la titolare dell’Istruzione: una prospettiva di speranza

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MONSUMMANO. Le voci bianche dei bambini della nuova scuola elementare “Arinci” intonano l'Inno di Mameli quando la ministra dell'Istruzione Stefania Giannini fa il suo ingresso nell'ex stabile giudiziario di via Cavour. Disposti ordinatamente su due file, con i loro grembiulini e i fiocchi colorati al collo, guardano incuriositi ed attenti «la signora elegante» - come l'hanno definita alcuni - che con camicia chiara di seta, gonna longuette nera e tacchi alti li saluta con calore. «Oggi è un giorno importante», sussurrano tra loro. E lo è davvero.

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Nonostante la pioggia battente, molte persone si sono radunate per la cerimonia di inaugurazione della scuola, avvenuta venerdì 16 settembre. Numerose anche le autorità: insieme al sindaco Rinaldo Vanni, gli onorevoli Edoardo Fanucci e Caterina Bini, l'assessore regionale Cristina Grieco, i consiglieri regionali Marco Niccolai e Massimo Baldi. Presenti anche il prefetto di Pistoia Angelo Ciuni e le massime cariche provinciali delle forze dell'ordine. E, ovviamente, la ministra Giannini. Dopo il fatidico taglio del nastro tricolore, il primo a prendere la parola è stato il sindaco Vanni. «Questa - ha detto il primo cittadino, visibilmente emozionato - non è soltanto l'inaugurazione di una scuola, ma un pezzo di storia, passata e recente. L'edificio, un tempo, ospitava l’ex pretura, simbolo dunque di legalità e giustizia. Oggi lo stabile appare completamente rinnovato, ma sono sicuro che quei valori continueranno ad essere portati avanti dalle nuove generazioni, affinché siano autonomi nel pensiero e nell'azione». Vanni ha poi spiegato con quanta celerità siano stati svolti i lavori, che hanno richiesto due anni e due mesi e una spesa pari a un milione e 159.000 euro (di cui 700.000 ottenuti grazie allo sblocco del patto di stabilità). «Il 15 marzo 2014 - spiega - mandai al Governo il progetto di fattibilità della scuola e a luglio 2014 fu approvato il decreto “Scuola bella”. Il 28 maggio 2016, infine, in soli due anni e due mesi, la scuola è stata consegnata ai ragazzi».

Un complesso scolastico di 2.500 metri quadrati su tre piani: al piano terra l'ingresso su via La Pira (con scalini e rampa per disabili), l'ampio refettorio, la cucina, i laboratori e la palestra; al primo piano si trovano invece quattro aule, la biblioteca, la sala insegnanti e i servizi igienici; al secondo piano, infine, altre sei aule. «Bambini - ha detto il ministro Giannini - questa è la vostra seconda casa. Quando c'è una scuola, infatti, la società ha una prospettiva di speranza e di fiducia. Il mio pensiero lo rivolgo a Giuseppe Arinci, il bambino di soli 11 anni, barbaramente trucidato durante l'Eccidio di Fucecchio, a cui è intitolata la scuola. E poi penso ai bambini della scuola di Amatrice, devastata da un terribile terremoto, inaugurata quattro giorni fa. Nei loro occhi, infatti, ho visto la stessa gioia che ho visto nei vostri». «Noi siamo fortunati ad avere una scuola così bella e colorata», ha aggiunto la piccola Giulia, 8 anni, consegnando alla ministra un disegno fatto dagli alunni.

Martina Trivigno

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