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ialuna replica alle critiche

Museo dell’acqua, ecco cosa è previsto nella Palazzina Regia

Museo dell’acqua, ecco cosa è previsto nella Palazzina Regia

MONTECATINI. «Davvero buffa la mia città. Tutti scrivono sui giornali, ma nessuno legge quello che scrivono gli altri. Per ben tre volte (6 e 18 febbraio, 13 agosto 2016) sulla stampa è apparso nei...

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MONTECATINI. «Davvero buffa la mia città. Tutti scrivono sui giornali, ma nessuno legge quello che scrivono gli altri. Per ben tre volte (6 e 18 febbraio, 13 agosto 2016) sulla stampa è apparso nei minimi dettagli il progetto di quello che l'amministrazione Bellandi vuole realizzare dentro la Palazzina Regia. Progetto che il Ministero per i beni culturali, il Cipe e la Regione Toscana hanno avuto a suo tempo, e sul quale non hanno avuto niente da obiettare, trovandolo perfettamente in linea con i requisiti del bando ed apprezzandone i contenuti». Così inizia un intervento dell’assessore alla Cultura, Bruno Ialuna, a proposito delle polemiche seguite all’annuncio della concessione dei famosi 5 milioni del Cipe per acquistare la palazzina della direzione delle Terme e trasformarla in: museo e biblioteca delle terme, archivio mondiale del Liberty, sede della sezione locale dell'Istituto storico della Valdinievole, book shop con una caffetteria e il Moca al piano superiore. In più un'arena esterna per piccoli eventi al posto del parcheggio. «Vale a dire un luogo vivo - commenta Ialuna - aperto ai vari settori della cultura, alla fruizione continua dei montecatinesi, dei turisti, delle scuole. Insomma tutto l'incontrario di quello che in maniera disinformata si scrive e si racconta. Non certo un luogo frequentato solo da sporadici ricercatori, a uso e consumo di piccole autocelebrative élite della cultura, ma un centro vitale e moderno».

«Davvero strana la mia città - prosegue l’assessore - si è riusciti a fare polemica per l'arrivo di cinque milioni di euro a fondo perduto. E cosa sarebbe accaduto se questa cifra fosse invece andata per gli stessi obiettivi a Salsomaggiore, Fiuggi, Abano? O a Chianciano, a Casciana, a Monsummano? Tanto per citare le città termali toscane che mi vengono in mente? Cinque milioni per l'arrivo dei quali ci siamo impegnati in parecchi, pur essendo anch'io abbastanza scettico a suo tempo, e oggi ringrazio l'amico (mio e soprattutto di Montecatini) Edoardo Fanucci per il risultato raggiunto. Perché quei fondi c'erano nel bilancio nazionale, ma non era scritto da nessuna parte che dovessero arrivare per forza qui.Sulla cifra pagata si è detto di tutto, ma bisogna precisare che la somma stanziata è vincolata a quell'acquisto non ad altri lavori (ferrovia, strade, verde), altrimenti non sarebbe mai arrivata. Giusto invece seguire come poi le Terme spenderanno quei soldi, io penso che se non si dovessero usare per le Leopoldine, almeno in parte sarebbe utile spenderli nel restauro del Tettuccio. Non mi intendo di valutazioni immobiliari, ma una volta stabilita la cifra da pagare è quella, e non la metà, come invece affermano i sostenitori di un’assurda teoria. Sarebbe la metà se il Comune liquidasse la quota parte direttamente al socio Regione, ma se la paga alla Società Terme la cifra deve essere per l'intero valore. Pagando solo il 50% porterebbe via la sua parte per intero e rimarrebbe semiproprietario di quello che resta. Insomma pagherebbe il 25%, non male come affare».

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