Il dolore
Il karate piange un suo maestro
Morto a 59 anni Stefano Scardigli di Monsummano, fondatore dell’associazione Karate Ninja Club
MONSUMMANO. “Il karate non è vincere, ma l'idea di non perdere mai”, recita uno dei princìpi fondamentali del sensei Gichin Funakoshi, fondatore di questa antica arte marziale giapponese.
E lo sapeva bene il maestro Stefano Scardigli, prematuramente scomparso martedì 13 settembre all'età di 59 anni a causa di un male incurabile. Una battaglia lunga e difficile, quella che ha fronteggiato, così come quelle che i suoi allievi hanno affrontato molte volte sul tatami: con la differenza che, questa volta, in gioco non c'era un titolo da campione, bensì la vita. Scardigli, cintura nera sesto dan, era molto conosciuto nel panorama delle arti marziali. Insieme alla moglie Manuela Bonamici, infatti, aveva fondato circa trent'anni fa l'associazione sportiva Karate Ninja Club attiva a Larciano, Monsummano e Pescia.
E sono proprio i suoi allievi - che lo ricordano «per i suoi modi da burbero ma con il cuore grande» - i più inconsolabili, orfani adesso di una guida fondamentale. «Crederci sempre e non arrendersi mai. Questo è quello che hai sempre insegnato ai tuoi ragazzi - hanno scritto sul suo profilo Facebook - tutto passa ma niente è perduto per sempre. Una parte di te resterà per sempre in ognuno di noi».
Cordoglio per la scomparsa di Stefano Scardigli è stato espresso anche dal sindaco di Monsummano, Rinaldo Vanni. «A nome dell'amministrazione comunale - scrive - voglio esprimere vicinanza alla famiglia di Stefano, ottimo maestro e non solo, ed ai ragazzi del Karate Ninja Club. Sono sicuro che Manuela, attenuato l'immenso dolore, continuerà con ancora più forza e passione nella direzione tracciata da Stefano». Le esequie giovedì 15 settembre nella chiesa Rettoria di Cristo Redentore in località Le Case, a Monsummano.
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