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Accademia della cucina a cena nel convento
PESCIA. Gastronomia e cultura. Da sempre questo binomio è la carta di presentazione dell'Accademia italiana della cucina, la cui delegazione di Montecatini-Valdinievole quest'anno ha scelto Pescia...
PESCIA. Gastronomia e cultura. Da sempre questo binomio è la carta di presentazione dell'Accademia italiana della cucina, la cui delegazione di Montecatini-Valdinievole quest'anno ha scelto Pescia per la sua tradizionale “conviviale”, una cena ecumenica, che si propone di valorizzare o riscoprire un prodotto o una specifica tradizione culinaria allo scopo di promuovere il territorio.
La cena si svolgerà venerdì, a partire dalle 20, nel chiostro del convento di San Francesco. Sarà preceduta dalla visita all'omonima chiesa e alle opere d'arte che racchiude: che vuole essere uno stimolo alla conoscenza della città, che proseguirà con l'attenzione verso altri monumenti e agli antichi modi di vita della valle. L'iniziativa è stata presentata ieri mattina a palazzo del Vicario nell'ambito di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il sindaco Oreste Giurlani e una delegazione dell'Accademia, guidata dal delegato Alessandro Giovannini.
L'Accademia italiana della cucina è stata fondata a Milano nel 1953 da Orio Vergani con la finalità di tutelare le tradizioni della gastronomia italiana, promuovendone la salvaguardia e il miglioramento. Si articola in oltre 200 delegazioni in Italia e 70 all'estero con oltre 7500 iscritti. L'attività, svolta anche tramite la Biblioteca Dell'Osso, il Centro Studi Marenghi e i Centri Studi territoriali ha fatto sì che all'Accademia venisse conferito il riconoscimento di Istituzione Culturale della Repubblica Italiana. Frutto di tale attività sono i numerosi volumi di studio come l'imponente ricettario “La tradizione a tavola”, le guide ai ristoranti, il mensile “Civiltà della tavola”, i convegni.
La Delegazione di Montecatini-Valdinievole opera da oltre trent’anni alla realizzazione delle finalità accademiche di valorizzazione del territorio, portando a più ampia attenzione tradizioni di vita (Gente di Padule) e preparazioni peculiari (la cioncia). Si tratta della seconda volta che la delegazione omaggia il territorio pesciatino, lo aveva già fatto con Sorana e il suo celebre fagiolo.
Maria Salerno
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